Armenia, info generali

Capitale: Yerevan
Popolazione: 3.216.000 abitanti
Superficie: 29.800 kmq
Forma di governo: Repubblica Semipresidenziale
Moneta: Dram Armeno (AMD), 1 EUR = 540 AMD circa
Lingue: armeno orientale (ufficiale), russo (diffuso), inglese (minima parte soprattutto a Yeveran)
Religione: 34% ortodossa armena, 32% culti pagani, 24% ateismo,10% altri culti.
Inno Nazionale: Mer Hayrenik
Ambasciata italiana a Yerevan: Viale Italia, 5 – 375010 Jerevan
Fuso orario: + 3 ore rispetto all’Italia, + 2 ore quando in Italia è in vigore l’ora legale.
Prefisso per l’Armenia: 00374
Corrente elettrica: 220V, 50 Hz, con prese tipologia europea e tedesca.
Primo Ministro: Tigran Sargsyan

 

Storia

La storia dell’Armenia inizia nel VII secolo a.C., quando una popolazione denominata Hay si stabilisce in Anatolia, nei pressi del Lago Van, ai piedi del Monte Ararat.
Durante il I secolo a.C. l’Armenia, sotto il Regno di Tigran II, diventa la regione più potente dell’Asia Minore, estendendosi dal Mar Nero al Mar Caspio e al Mar Mediterraneo, ma nel 36 a.C. fu sconfitta dai Romani.
Il 301 d.C. segna un’altra tappa importante nella storia dell’Armenia, che fu il primo stato al mondo ad adottare il Cristianesimo. Successivamente viene fondata la Chiesa Apostolica Armena, che si separò dalle altre chiese cristiane dopo il Concilio di Calcedonia del 451. Nel 405 fu inventato l’alfabeto armeno che permise la traduzione delle Sacre Scritture oltre che una vasta produzione letteraria. Dall’884 al 1045 l’Armenia fu un regno indipendente, guidato dalla dinastia dei Bagratidi, durante il quale venne fondata una nuova capitale, Ani, nell’attuale Turchia. La nuova capitale contava oltre 200.000 abitanti e 1.001 chiese, in un periodo in cui le capitali europee non superavano i 20.000 abitanti. Il sistema feudale in vigore in quel periodo indebolì il paese e la fiducia nei confronti dei regnanti. Alla caduta del Regno dei Bagratidi nel 1045, il controllo dell’Armenia tornò a Bisanzio fino al 1071, quando i Bizantini furono sconfitti dai Turchi Selgiuchidi nella battaglia di Manzikert. La crudeltà dei nuovi conquistatori fecce scappare numerose famiglie cristiane armene in Cilicia, Polonia e nel Centro Europa. Durante il Regno di Cilicia, dal 1080 al 1375, si sviluppano numerosi contatti con l’Occidente, in particolar modo con gli Stati crociati. Le numerosi invasioni turche devastarono Ani, la “Città dalle 1001 Chiese” che fu definitivamente rasa al suolo da un terremoto nel XIV secolo. Nel 1453 Mehmed II conquistò Costantinopoli e l’Armenia fu divisa fra l’Impero Ottomano e la Persia dei Safavidi. In alcuni casi gli armeni riuscirono ad integrarsi nell’Impero Ottomano e a godere di privilegi, mentre altri armeni subivano le vessazioni dei pascià ottomani pagando imposte elevate.
Nel 1512, a Venezia, viene pubblicato il primo libro stampato in lingua armena dal titolo “Il Libro del Venerdì”. Nei primi 30 anni del XIX secolo parti di territorio ottomano fu ceduto alla Russia zar…, che era alla ricerca di uno sbocco sul Mar Mediterraneo. La già cattiva situazione degli armeni ottomani andò peggiorando nella seconda metà dell’800, fino a sfociare nel 1895-96 nei massacri hamidiani in cui persero la vita 300.000 vittime. Nel 1909 l’Armenia passo sotto il governo del movimento “Giovani Turchi”, il quale, temendo un possibile schieramento dei cristiani armeni con i cristiani russi, li massacrarono e li deportarono con la forza; nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915 furono eseguiti i primi arresti nei confronti di intellettuali armeni. Le vittime stimate del genocidio armeno del 1915 sono circa 1.200.000, arrestati e deportati con le “Marce della morte”, marce pianificate in accordo con ufficiali dell’esercito tedesco collegati con l’esercito turco. Va sottolineato come Hitler, negli anni ’30, narrà la “soluzione finale” per il popolo ebreo citando un passo del libro dei Giovani Turchi. Nel 1917 venne costituita la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica che nel 1918 si divise in Azerbaijan, Georgia e Armenia. Nel 1922 l’Armenia è costretta ad entrare a far parte della Repubblica Socialista Sovietica Federativa Transcaucasica, repubblica dell’Unione Sovietica che favorì lo sviluppo dell’economica armena; nel 1936, invece, nacque la RSS armena. L’indipendenza dall’Unione Sovietica e la proclamazione della Repubblica d’Armenia avvenne il 21 settembre 1991. Dal 1992 l’Armenia fa parte dell’ONU e nello stesso anno inizia una lunga battaglia contro l’Azerbaigian per il controllo Nagorno-Karabakh. Nel 1994 venne firmato un accordo per il cessato il fuoco dai ministri della difesa di Armenia, Azerbaigian e Nagorno-Karabakh (Proclamatosi repubblica indipendente), in vigore dalla mezzanotte del 17 maggio. Il 27 ottobre 1999 il primo ministro Vazgen Sarkisian e i suoi due sostituti furono assassinati. Aras Sarkisian succedette al fratello, ma fu presto sostituito dal Presidente con il primo ministro Andranik Markarian. Il 2009 segna un’altra tappa importante per la storia dell’Armenia che ha riallacciato rapporti diplomatici con la Turchia.

 

Ambiente

Il territorio armeno si estende per 29.800 Km tra il Mar Nero e il Mar Caspio, confinando a nord con la Georgia, a est con l’Azerbaijan, a sud con l’Iran e ad ovest con la Turchia.
L’altitudine media di 1.800 metri ha conferito a questo paese l’appellativo di “Tetto dell’Asia Minore”. Il Monte Aragats (4.094 m), paradiso inesplorato per gli escursionisti, è la vetta più alta della catena montuosa del Piccolo Caucaso, che si sviluppa dal nord dell’Armenia verso sud-est. Al contrario, l’altitudine minima è situata a sud, in corrispondenza della valle del fiume Arax ( 390 m). Le differenze altitudinali dell’Armenia offrono scenari geograficamente diversi quali vette altissime, valli fertili, cascate, colonne di basalto e sculture di roccia. Il territorio è attraversato da oltre 200 corsi d’acqua che si riversano in due principali fiumi: il Kura a nord e l’Aras a sud, il fiume più lungo del paese (158 km in territorio armeno). Il Lago Sevan è il principale specchio d’acqua dell’Armenia, occupa una depressione che si trova nella parte centrale del Paese a 2.000 m s.l.m. e si estende per circa il 5% del territorio armeno. Il bacino del Lago Sevan, ricco di monumenti archeologici e storici, dona un panorama mozzafiato. L’Armenia è un paese ricco di materie prime come il rame, il mobildeno, il piombo, la bauxite, lo zinco e l’argento. Sono stati identificati anche giacimenti di petrolio, tuttavia inutilizzabili a causa della complessità del territorio che rende il recupero troppo costoso. La capra selvatica denominata tur, il muflone e il camoscio rappresentano la tipica fauna armena; inoltre, il Lago Sevan funge da habitat naturale per oltre 100 specie di uccelli, alcune delle quali molto rare come il Pellicano Dalmata ed il Gabbiano Armeno.

 

Clima

L’Armenia è caratterizzata da un clima continentale, con inverni freddi ed estati torride. Da Novembre a Marzo, in inverno, le temperature toccano i -10°C con nevicate intense, mentre in estate, da fine Luglio a fine Agosto, le temperature possono arrivare anche a 45°C. Le precipitazioni sono scarse con un massimo di 800 mm nelle zone con altitudine più elevata.

 

Economia

L’economia armena è trainata dal settore primario, grazie anche alla notevole quantità di giacimenti minerari, e dal settore terziario, in particolar modo dal turismo montano.
Al contrario il settore industriale, seppur sviluppato nelle industrie alimentare, meccanica, della gomma, chimica, del tabacco, elettrica, cartaria e tessile, ha sofferto gravemente a causa del blocco economico imposto dall’Azerbaigian nel 1991.
Nonostante lo sviluppo del Paese sia frenato dalla mancanza di sbocchi sul mare e dalle limitazioni per le esportazioni imposte dalla Turchia e dall’Azerbaigian via terra, l’Armenia è discretamente sviluppata rispetto alle altre regioni del Caucaso.
Gli Armeni emigrati all’estero investendo grandi somme di denaro nel paese e acquistando numerosi immobili mantengono attivo il mercato immobiliare della capitale.
Nel 2003 l’economia armena inizio a crescere a ritmo del 12% annuo e contemporaneamente la povertà estrema scese dal 20% al 6%.

 

Politica

L’Armenia è una Repubblica Semipresidenziale il cui Presidente viene eletto direttamente dal popolo. Il Primo Ministro deve ottenere la fiducia del Parlamento, denominato Azgayin Zhoghov (assemblea nazionale) e costituito da 131 rappresentanti.
Il territorio armeno è suddiviso in 11 marzer (province), ognuna delle quali è guidata da un marzpet (governatore) nominato dal governo nazionale, ad esclusione della provincia di Yerevan, anche capitale nazionale, in cui la carica è affidata al sindaco.
Il Paese gode di ottimi rapporti con la Georgia, dalla quale dipende per l’accesso al mare, e con Francia, Stati Uniti, Russia e Iran, Paesi della diaspora armena. Al contrario risultano difficili i rapporti con Turchia e Axerbaijan. La prima continua a negare il Genocidio Armeno, mentre il secondo difende due parti del proprio territorio, il Karabagh e il Nakhchivan, dalla rivendicazione armena. L’Armenia ha aderito nel 1994 al programma Partnership for Peace della NATO e nel 2001 al Consiglio d’Europa, impegnandosi nella cooperazione con le istituzioni europee.

 

Popolazione

Il tasso di crescita della popolazione armena è stato fortemente negativo per molti anni a causa dell’emigrazione, fenomeno presente dal crollo dell’URSS, e del basso tasso di natalità. Negli ultimi anni il decremento ha subito una frenata grazie al ritorno in patria di molti armeni che erano emigrati in passato. Attualmente gli armeni residenti all’estero sono circa 8 milioni, divisi fra Iran, Francia, Libano, Russia e Stati Uniti. La popolazione presenta un’età media di 33 anni, ed è composta principalmente da armeni (97,9%), e da una minoranza di curdi e russi.

 

Religione

Oltre il 90% degli Armeni sono cristiani ortodossi. La Chiesa armena ha alle sue spalle una tradizione antichissima, basti pensare che l’Armenia fu il primo paese al mondo ad adottare il cristianesimo come religione ufficiale. La Chiesa armena è piuttosto vicina alla Chiesa ortodossa in quanto altamente conservatrice e ritualistica.

 

Trasporti e comunicazioni

L’Armenia è attraversata da due importanti linee ferroviarie che la collegano verso nord ed est con la Georgia e l’Azerbaijan e verso sud con l’Iran. Su tutto il territorio armeno è valida la patente internazionale modello Convenzione di Ginevra (1949) o Convenzione di Vienna (1968). RCC Auto è obbligatoria in Armenia dal 1 gennaio 2011, dunque, al momento dell’ingresso stradale in territorio armeno, il turista dovrà stipulare una polizza temporanea. Il limite per il tasso alcolemico alla guida è di 0/00. Il trasporto sul territorio è effettuato, per lo più, da pulmini privati; nella capitale è attiva anche una metropolitana. Per raggiungere l’Armenia dal 2009 sono attivi collegamenti aerei diretti settimanali tra l’Italia e la capitale armena. In caso di necessità è possibile noleggiare un telefono cellulare per brevi periodi (da 3 giorni a oltre un mese); se il vostro cellulare funziona in Armenia, si ha la possibilità di noleggiare solo la carta SIM. Per chiamate internazionali sono disponibili carte telefoniche prepagate, un metodo utile e conveniente per chiamare all’estero.

 

Situazione sanitaria

Si consiglia di consumare solo acqua in bottiglie o acqua corrente facendola bollire per almeno 15 minuti. Il rischio malaria è presente solo in alcuni villaggi della valle dell’Ararat nei mesi più caldi (da giugno a settembre), ma non c’è rischio nelle zone turistiche. Le vaccinazioni consigliate sono l’antidifterica, l’antiepatite A e B, l’antitetanica, l’antitifica e l’anti-rabbica per cacciatori, zoologi, veterinari e persone che saranno a contatto con animali. Per avere tutte le indicazioni necessarie è necessario rivolgersi al Servizio di Medicina dei Viaggi della vostra ASL almeno 15 giorni prima della partenza. È opportuno stipulare una copertura assicurativa sanitaria internazionale che comprenda l’eventuale rimpatrio sanitario del paziente o il trasferimento in un altro Paese.

 

Sicurezza

Si sconsiglia la presenza nelle aree a confine con l’Arzebaijan possono essere presenti campi minati, oltre alla massiccia presenza di Militari e di Forze di Polizia. Il Nagorno Karabakh è fuori dalla circoscrizione consolata dell’Ambasciata; nel caso in cui non sia possibile evitare la presenza in tale zona, si consiglia di avvertire preventivamente l’Ambasciata d’Italia. In ogni caso vanno evitate le aree lungo la linea di contatto tra gli eserciti per la presenza di cecchini ed il concreto rischio di scontri a fuoco tra le parti in conflitto. L’Armenia si trova in una zona a rischio sismico; l’ultimo grave terremoto si è verificato nel 1988, provocando circa 25.000 vittime. Nei mesi invernali si consiglia di non percorrere i passi di montagna che collegano Goris a Kapan e Kapan a Meghri (regione meridionale di Syunik). Le maggiori realtà urbane possono essere considerate sicure, Yerevan e Gyumri presento un indice di delinquenza relativamente basso. Violenti scontri come quelli verificatesi in occasione delle elezioni presidenziali del 2008 possono essere considerati casi isolati. Si sottolinea che è proibito fotografare installazioni militari, così come le postazioni per i controlli di frontiera.
È consigliato il massimo rispetto degli usi e costumi locali, in particolar modo nelle conservatrici zone periferiche.  Non uscire, durante il soggiorno, con passaporto, carta di credito e biglietti aerei, ma portare con sé una fotocopia del passaporto.

 

Passaporto e visto

Per entrare in territorio Armeno è necessario essere in possesso del passaporto in corso di validità, con visto. Si può richiedere il visto all’Ambasciata di Armenia in Italia sita in Via XX Settembre, 98/E – 00187 Roma, tel. 06/3296638 fax 06/3297763 e-mail: info@ambasciataarmena.itconsolare@ambasciataarmena.it
Inoltre, è possibile ottenere un visto anche all’aeroporto e presso i confini terrestri con la Georgia, purché per un solo ingresso di durata inferiore a 120 giorni. Il visto, per una durata massima di 120 giorni, può essere ottenuto anche online tramite il sito www.mfa.am. In passato si sono verificati casi di non riconoscimento del numero di concessione del visto via e-mail, con la conseguenza di dover pagare nuovamente l’ammenda per il visto. Va precisato che il visto e-mail no viene riconosciuto presso le frontiere terrestri con Georgia ed Iran. Dal 10 gennaio 2013, i cittadini dell’UE e dei Paesi non UE aderenti all’area Schengen possono entrare in Armenia senza visto per un periodo massimo di 180 giorni nell’arco di dodici mesi. Per prolungare al durata del visto è necessario rivolgersi, prima della scadenza del visto, all’ufficio dell’OVIR sito in Via Mashtots 13/A – Yerevan tel. +374 (0)10 53 0182; +374 (0)10 53 0182. Se si supera tale periodo per uscire dal Paese occorre richiedere un visto d’uscita e pagare una multa. Se dall’Armenia si vuole entrare in un altro Paese e poi tornare in Armenia, è necessario richiedere un visto con doppio permesso di entrata; se le entrate e le uscite sono multiple, è consigliabile chiedere un visto con accessi multipli. Se si arriva in Armenia in treno da Tbilisi occorre avere il visto di ingresso prima della partenza.
Minori: dal 26 giugno 2012 tutti i minori italiani dovranno essere in possesso di passaporto individuale, anche se iscritti sui passaporti dei genitori in data antecedente al 25 novembre 2009.

 

Indirizzi e numeri utili

Vigili del Fuoco: 101
Polizia: 102
Ambulanza: 103

Ambasciata d’Italia
Viale Italia 5, Jerevan
Tel +374-10-542335/36
Fax +374-10-542341

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