Cosa sapere sull’Oman

Cultura

L’arabo è la lingua ufficiale dell’Oman, per quanto anche l’inglese sia molto diffuso nel settore degli affari. Nelle regioni costiere settentrionali s’incontrano commercianti e marinai e un gran numero di emigrati dal subcontinente indiano che parlano anche il farsi e l’urdu. La maggior parte degli omaniti sono musulmani della setta ibadita, uno dei più precoci movimenti fondamentalisti dell’islam, che si distingue per la sua dottrina conservatrice e il sistema di potere ereditario.

Nonostante l’aspetto moderno di buona parte dell’Oman, il paese resta tuttora profondamente tradizionalista. Nei villaggi dell’entroterra e sulle coste le abitudini quotidiane sono cambiate pochissimo nel corso dei secoli. L’abbigliamento femminile ha tonalità molto più vivaci dei semplicissimi mantelli neri così comuni in buona parte della regione del Golfo Persico e i vestiti, realizzati in stoffe stampate, sono abbinati a scialli e veli ancora più sgargianti.

L’Oman ha dedicato un notevole sforzo alla salvaguardia delle sue arti tradizionali, della danza e della musica, ma è assai più probabile che vi capiti di assistere a uno spettacolo di danze tradizionali in un museo piuttosto che durante una festa spontanea nelle strade di un villaggio. Particolarmente famosi sono i pugnali ricurvi con fodero d’argento (‘khanjar’) e i gioielli, pure d’argento.

 

Musica e suoni

In Oman il panorama musicale è molto ampio e vario. Tipico è il naham, richiamo rivolto alla ciurma durante i lunghi viaggi in mare.
La musica beduina incorpora nel suo stile qualcosa di estremamente affascinante, almeno quanto la Royal Oman Symphony Orchestra.

Suoni
Al-Bar’ah: musica e danza omanita

 

Media e informazioni

È necessario il passaporto, con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’arrivo nel Paese. È richiesto un permesso di importazione per tutte le carni e i prodotti derivati. È vietata l’esportazione di gioielli, mobili, prodotti artigianali antichi di particolare valore storico. È vietato raccogliere coralli e uova di tartarughe sulle spiagge.

 

Abbigliamento e comportamento

Il permanere nella regione mediorientale di situazioni di tensione rende consigliabile mantenere un atteggiamento di riservata prudenza. Si raccomanda di adottare particolare attenzione e di evitare, nel limite del possibile, gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì e di tenersi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese.
E’ infatti opportuno che i turisti in visita nel Paese tengano conto dei costumi e della religione locali, evitando comportamenti che possano apparire offensivi (ad esempio: durante il mese del Ramadan è tassativamente vietato consumare cibi e bevande nelle ore diurne nei luoghi pubblici, ivi inclusi parchi, strade, ecc).

 

Gastronomia

La cucina omanita ha un’importa tipicamente araba con influenze provenienti da numerose etnie (specie asiatiche e indiane). Riso, pesce, pollo, agnello, capretto e verdure rappresentano la dieta base. Ottimi i succhi di frutta fresca a base di limone, mango, papaia, banana e ananas. La quasi totalità dei ristoranti locali o tradizionali non servono bevande alcoliche. In Oman l’acqua non è un problema grazie alla ricchezza di sorgenti nelle  aree montane. Tipiche specialità sono anche i datteri, l’halwa (dolce a base di uova, miele, mandorle, cardamomo e acqua di rose) e il “khawa”, forte caffè omanita aromatizzato con cardamomo, offerti spesso come segno  di ospitalità. Un piatto tipico tra i beduini del deserto è la Shuwa: l’agnello viene avvolto in una foglia di palma e cotto con le spezie in un forno tradizionale scavato nella sabbia.

 

Curiosità

Gli abitanti sono cordiali e ospitali. Le donne vivono bene, sono componenti attive della società e vengono rispettate molto. Il Sultano sta costruendo un grandissimo palazzo della musica, dove si terranno concerti importanti. Nell’Oman si è puliti, i mercati moderni dispongono di piastrelle e aria condizionata e sostituiscono poco a poco i vecchi suk. È proibito gettare carta o mozziconi di sigaretta a terra e andare in giro nella capitale con una vettura sporca.

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