Curiosità e comportamenti in Vietnam

Comportamenti:
– portarsi dietro il biglietto dell’hotel può facilitare il rientro con taxi o cyclo;
– se si prevedono lunghe escursioni conviene portarsi dietro carta igienica di riserva, in quanto non sempre facilmente reperibile; – la contrattazione è quasi un rito, bisogna dunque essere pronti a contrattare il prezzo, in albergo, come in taxi o al ristorante;
– per i buddisti, la testa è sacra ed i piedi sono impuri. In un tempio, è meglio quindi evitare di mettere i piedi su un altare o rivolti verso una statuetta votiva; – non piantare in verticale le bacchette in una ciotola di riso poiché è simbolo di morte;
– evitare vestiti troppo scoperti, non solo per le condizioni climatiche, ma per non offendere la popolazione locale;
– lasciare sempre soldi, biglietti aerei, documenti e valori vari nella cassaforte dell’hotel;
– togliersi sempre le scarpe entrando in casa di qualcuno;
– chiedere sempre il permesso prima di fotografare qualcuno ed in caso di rifiuto non insistere o offrire soldi;
– non fotografare installazioni militari, in quanto ciò viene visto come una minaccia alla sicurezza nazionale;
– non perdere mai la calma in pubblico: è considerato una perdita di faccia per le persone coinvolte.

Curiosità:

– la geomanzia determina l’orientamento di un edificio secondo le posizioni rispettive del Drago blu (spirito buono) e della Tigre bianca (spirito cattivo);
– i Vietnamiti credono che l’anima di una persona morta, anche se è morta da generazioni, rimane accanto ai propri parenti, in un’unione speciale.

Funerale
Nell’antichità la cerimonia funebre (le thanh phuc) era ben organizzata: il corpo del defunto veniva lavato e vestito; poi gli veniva inserita una bacchetta (le ngam ham) tra i denti e unpugno di riso e tre monete nella bocca. Il corpo veniva infine adagiato su un manto erboso, avvolto da un panno bianco, le kham liem, e poi messo nella bara, le nhap quan. I figli e fratelli delle persone morte dovevano indossare tuniche e turbanti di garza grossolana e cappelli fatti di paglia o in fibre di banano. Anche gli altri parenti e i nipoti dovevano portare il turbante in segno di lutto. Durante i giorni in cui il corpo rimaneva in casa, la commemorazione veniva portata avanti con cibo e musica di preghiera. La data della processione, le dua tang, veniva stabilita attentamente dai parenti; familiari ed amici prendevano dunque parte alla stessa per accompagnare il corpo del defunto fino al luogo di sepoltura. Fogli votivi venivano fatti cadere lungo tutto il cammino. Dopo tre giorni di compianto, la famiglia visitava nuovamente la tomba, le mo cua ma. Dopo 49 giorni invece, la famiglia smetteva di portare riso all’altare del defunto .Infine, dopo 100 giorni si celebrava tot khoc e dunque la fine delle lacrime. Dopo un anno c’era la cerimonia del primo anniversario e dopo due anni aveva ufficialmente termine il lutto. Attualmente la cerimonia funebre segue dei rituali molto più semplici. I familiari del defunto, per esempio, devono indossare solo un turbante bianco o un nastro nero in segno di lutto.

Matrimonio

Il matrimonio è un evento molto importante nella vita dei Vietnamiti; a seconda degli usi e costumi delle varie etnie, abbiamo due cerimonie principali:
– Le An Hoi: lo sposo e la sua famiglia portano alla famiglia della sposa delle casse piene di frutta, vini, dolci e altre prelibatezze; il tutto coperto da un panno rosso e trasportato da ragazzi o ragazze non sposati. In questa occasione le famiglie si accordano per fissare una data propizia per il matrimonio;
– Le Cuoi:Durante la cerimonia vera e propria, i due sposi pregano i loro antenati affinché accordino loro il permesso di congiungersi in matrimonio, dopodiché passano ai ringraziamenti ai parenti per averli protetti e cresciuti.In seguito gli invitati sono chiamati a condividere la felicità della coppia partecipando alla festa.

Le leggendarie origini del Vietnam
In un chiaro mattino , Lac Long Quan, il potente Drago, Signore delle Acque, sposò Au Co, l’Immortale Uccello Terrestre. Au Co, diede al suo sposo cento uova da cui nacquero cento giganti. Un giorno il Signore delle Acque disse alla sua consorte: “Io sono della razza dei Draghi, tu sei della razza degli Immortali. L’acqua ed il fuoco si distruggono; poiché è difficile vivere in buona armonia, dobbiamo separarci”. Metà dei figli ritornò con la madre sulle montagne e l’altra metà seguì il padre per stabilirsi in riva al Mare Orientale. Fu così che, secondo la narrazione leggendaria descritta ne “I racconti straordinari del Linh Nam”, – il libro della tradizione folcloristica, risalente al XVI° secolo – ebbero origine il Vietnam ed il suo popolo, suddiviso dunque nella gente delle pianure e delle montagne.

Marionette sull’acqua
Ttipica della regione settentrionale, questa particolare forma di spettacolo risale al X° secolo; si tratta di una tecnica speciale che nella maggior parte dei casi si apprende sin da bambini.1 ‘burattinai’ restano dietro una cortina di bambù e fanno muovere pupazzi di legno dipinto, attraverso un sistema di pertiche e fili nascosti sotto l’acqua. Il teatro e sempre all’aria aperta, sulle rive dei laghi, negli stagni…. Di solito vengono rappresentate leggende, o scene di giochi popolari, gesta eroiche, cerimonie tradizionali o, più semplicemente, fatti della vita quotidiana. Sono spettacoli davvero sorprendenti, in cui non mancano fumi multicolori, scintille, fuochi, scoppiettii d’ogni sorta e suoni incantatori di gong, cimbali, tamburi, grancasse e flauti.

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