Le Sundarbans rappresentano la più grande foresta di mangrovie del mondo e si estende sul delta dei fiumi Gange, Brahmaputra e Meghna, in regioni appartenenti al Bangladesh e allo stato del Bengala Occidentale, in India.

Essa è un Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1997, anche se la zona appartenente al Bangladesh e quella appartenente all’India sono elencati fra i Patrimoni dell’UNESCO con due nomi differenti.

L’area totale delle Sundarbans è di poco più di 6.000 chilometri quadrati, dei quali oltre 4.100 sono occupati da terreni asciutti e quasi 1.900 da acqua proveniente da fiumi, che qui sono un punto d’incontro fra l’acqua dolce, proveniente dal Gange e l’acqua salata del golfo del Bengala.

Una grande quantità di industrie si basano sul legname ottenuto dall’ecosistema delle Sundarbans, mentre l’indotto generato dalla foresta costituisce un fondamentale introito per oltre mezzo milione di abitanti delle poverissime regioni costali del Bangladesh.

Oltre a questo, le Sundarbans sono una protezione naturale importante contro i cicloni che affliggono il paese.

Benché comunque le Sundarbans siano per la maggior parte libere da abitazioni umane e benché sia in vigore un accordo per la chiusura del 70% della foresta allo sfruttamento da parte della popolazione, passate ricerche hanno rivelato che ci sono stati notevoli cali delle due specie di mangrovie più commerciate.

Inoltre benché sia in vigore un altro trattato per il bando totale della caccia e della cattura di qualunque tipo di animale che non siano pesci o alcuni invertebrati, gli stessi studi denunciano che ci sia stato un notevole calo di biodiversità e una perdita di specie, oltre ad un calo della qualità ecologica dell’originaria foresta di mangrovie.

Le Sundarbans ospitano diverse specie di mammiferi, il più significativo dei quali è senza dubbio la tigre del Bengala, di cui, secondo una stima del 2004, ne esistono circa 700 esemplari.

Le tigri di questa regione hanno una triste e meritata fama di “mangiatrici di uomini” e sono l’unico esempio di grandi felini che si sono adattati alla vita tra le mangrovie.

Tra i mammiferi presenti merita inoltre una menzione il platanista del Gange, ovvero un delfino di acqua dolce che si muove abilmente nelle acque fangose del suo habitat, grazie all’ecolocazione.

La zona è abitata anche da alcune specie di coccodrilli, come il gaviale del Gange e da oltre 170 specie differenti di uccelli, come il martin pescatore ali brune, il marabù minore, il falco pescatore e l’aquila pescatrice.

Per chi non lo sapesse infine, buona parte del romanzo I misteri della jungla nera di Emilio Salgari si svolge proprio nelle Sundarbans, così come anche alcune parti di altri romanzi appartenenti al ciclo di Sandokan, sempre dello stesso autore.

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