China Eastern (sempre puntuale, aerei buoni)arriva a destinazione: sbarchiamo a Guilin. L'Hotel Sheraton rimane il migliore, forse l'unico da consigliare. La posizione dell'Hotel, più che strategica, è provvidenziale. Ottima la sua posizione centrale, dietro la via pedonale dello shopping. Ristoranti, piccoli mercati e negozi più a misura d'uomo che di Pechino rimangono sempre a portata di mano. Ma in fondo Guilin è una città decisamente più provinciale e caratteristica.
Abbiamo pranzato sul ristorante che dà sulla piazza centrale. Il posto è buono, consigliabile agli amanti della cucina piccante. Abbiamo pranzato con pesce di fiume, maiale, carne (molto tenera), verdure ed il caratteristico riso cantonese.
La visita al Museo delle Minoranze etniche si è rivelata un'esperienza abbastanza surreale. Il museo è fin troppo grande per le poche cose esposte, e quasi completamente deserto. Provate a immaginarci: noi unici visitatori con solo due guide. L'esposizione custodisce i piccoli tesori del posto: costumi, ciondoli, attrezzi, foto delle numerosissime minoranze etniche locali (ormai veramente molto poche...)
Per la cena la scelta era ricaduta sullo Sheraton: cucina internazionale senza infamia ne lode. Eravamo pronti per una nuova giornata di esplorazioni.