Koh Chang nell’anima

di Ilenia

Esplorare l’isola di Koh chang – Thailandia

Viaggiare per scoprire la Thailandia e in particolare Koh Chang, isola elefante, regala un’esperienza di vita indimenticabile.

Il sorriso offerto dalla persone “thai “ dell’isola accoglie il turista, trasferendogli immediatamente quella pacatezza e tranquillità che caratterizzano il popolo asiatico. Le serene passeggiate lungo la morbida spiaggia e gli interminabili tramonti sul mare nutrono lo spirito. Un tuffo nelle cristalline acque dove l’incontro con l’ambiente marino apre le porte a nuove e commoventi conoscenze tempra il corpo. Il cibo prelibato della cucina tipica, colorata e gustosa  rallegra con un tocco di profonda autenticità le piacevoli serate nei ristoranti.

Situata nella Thailandia sud-orientale, a sud della provincia di Trat, all’interno del Golfo della Thailandia rimane un’isola praticamente incontaminata perché la prossimità alla Cambogia occidentale dove fino a pochi anni fa infuriava la guerra civile arrestò lo sviluppo economico e il turismo.


Con i suoi complessivi 217 kmq, 30 km di lunghezza e i 14 km di larghezza Koh Chang è in ordine di grandezza la seconda isola della Thailandia. L’isola degli elefanti, così denominata per la forma del suo perimetro, infatti, ricorda la testa di un elefante, è classificata insieme ad altre quarantasei isole presenti nell’arcipelago Parco Nazionale Marino e  si estende su 192 kmq di superficie terreste e 458 kmq di acque marine.
Come per il resto della Thailandia, Koh Chang conosce essenzialmente due stagioni: quella delle piogge che va da giugno ad ottobre e la stagione secca che invece va da novembre a maggio; ad agosto si ha la stagione più piovosa. Al centro dell’isola fa da padrona la fitta e misteriosa foresta pluviale rimasta ancora incontaminata che ricopre il 70% della superficie fermata solo da colline e monti che raggiungono i 744 m. con il Khao Jom Prasat. Viene considerata la foresta meglio conservata della Thailandia e probabilmente di tutta l’Asia sud orientale. Avventurarsi al suo interno è metaforicamente parlando un perdersi e ritrovarsi. Perfetto per una vacanza memorabile è avvicinarsi al macaco dalla coda mozza, vedere la piccola civetta indiana, incontrare lo sguardo della mangusta di Giava, il varano o il varano d’acqua, sentire la presenza del pitone birmano e reticolato o del cobra reale.
Il Parco è frazionato in quattro settori, ciascun settore ha una propria sede quella di Than Yhan Mayomj,  di Ban Khlonng  di Tha Thlong Plu e di Ban Salk Phet. Volendo approfondire  la conoscenza della flora e dalla fauna presenti nel Parco si possono visionare degli espositori molto dettagliati situati presso il centro turisti di Tha Than Mayom. Gli amanti dell’avifauna potranno rallegrarsi della presenza dell’egretta del Pacifico, del caprimulgo, della sterna dalle ali bianche, del piccione imperiale, della pitta dalle ali blu, della pitta dal cappuccio e di tre specie di buceri. Curioso è sapere della presenza di un anfibio autoctono la Rana Ko Chang.
Percorrendo la tranquilla strada circolare che  si delinea lungo il perimetro dell’isola si possono visitare le numerose baie che aprono alla gioia del benessere fisico e mantengono la promessa di un autentico riposo lontani dallo stress della vita quotidiana. L’istinto del viaggiare in Thailandia non vi deluderà quando ammirerete nell’isola di Ko Chang la baia di “Hat Sai Khao”, White Sand Beach situata nella parte alta della costa occidentale che vedrete bianchissima e infinita. La Baia di Khlong Phrao Beach si presenta come un’immensa distesa di sabbia bianca con palme di cocco in riva al mare, ma anche la meravigliosa Kai Bae Beach è ammirevole. Continuando a scendere lungo la costa occidentale s’incontra la “Lonely Beach” spiaggia di sassi accarezzata dalla giungla, più giù ancora, all’estremo sud dell’isola, la foresta fa da cornice alla baia di “Nice Beach”. La vacanza è sempre speciale ma alcune settimane lo possono essere di più se la pace, il relax e la spensieratezza ci catturano. In quest’isola è possibile abbracciare in un unico sguardo il mare, il sole e l’infinito.


Con le trasparenti acque che circondano l’isola inevitabilmente si avverte l’esigenza di praticare snorkeling e per gli esperti le immersioni. I punti più interessanti si trovano al largo dell’estrema punta meridionale, precisamente tra Ko Chang e Ko Kut dove sono presenti  colline e montagne sottomarine. Alcune di queste montagne marine sono ricoperte da incantevoli coralli e raggiungono profondità di 18 – 20m. Nel golfo di Salk Phet, nel punto più meridionale dell’isola,  a 15 m.  di profondità, giace il relitto di una nave da guerra thailandese, affondata dai francesi nel 1941 nel conflitto, per il possesso delle isole, tra la Thailandia e la colonia francese in Cambogia.
Le immersioni sono possibili da ottobre a maggio. A febbraio nelle acque si incrociano squali balena e in superficie si avvistano delfini al largo delle spiagge di White Sand e di Klong Prao. Potreste sentire uno strano brusio in mezzo al mare e vederlo come ribollire eccoli sono i delfini che stanno mangiando. Avvincenti le escursioni giornaliere in barca o quelle di due giornate con traghetti che lasciano regolarmente il molo di Laem Ngop per arrivare alle diverse spiagge dell’isola o per raggiungere le vicine isole di Koh Mak , Koh Kut o Koh Kham. Proibita per legge la vendita e l’acquisto di coralli e di conchiglie e per diminuire l’impatto sull’ambiente i marinai dovrebbero fare attenzione a non gettare l’ancora sulle formazioni coralline, in questo caso il coinvolgimento del turista rsponsabile è prezioso.
Arrivando al caratteristico villaggio dei pescatori di Bang Bao si possono osservare le tipiche capanne costruite su palafitte. Dai loro tetti dondola il pesce essiccato destinato al consumo delle famiglie. Gli uomini mangiati dal sole e dalle fatiche lavorano alle nasse, alle reti, alle lenze sino al tramonto. All’imbrunire i numerosi bambini giocano allegramente con rincorse e tuffi. Si possono scorgere le donne a pettinarsi i bellissimi lunghi capelli neri dopo il loro bagno serale. A volte hanno il viso ricoperto da una farina bianca che non è altro che riso macinato usato come impacco curativo per la pelle. Questo attimo rubato è il più toccante della giornata dove una sensazione di pace infinita penetra nell’anima.
Dalle spiagge si può restare incantati  guardando un windsurf che sfreccia o un kayak che scivola dolcemente sull’acqua, ma si può anche decidere di vivere quell’emozione noleggiando l’attrezzatura. Alla sensazione di libertà estrema che si percepisce sull’isola bisogna porre attenzione perché al’interno del parco marino è vietato prendere il sole nudi o in topless e la regola viene applicata a tutte le spiagge di Koh Chang.


Koh Chang regala anche  la possibilità di ammirare uno dei più suggestivi spettacoli della natura: le cascate. Quelle accessibili dalla costa est, le cascate di Khlong Phu, raggiungibili dopo una bella passeggiata nella giungla concedono la possibilità di fare un rigenerativo bagno. Più grandi e accessibili dalla costa ovest sono le cascate di Tok Than Mayom. Il torrente Mayom dà vita a tre salti, alla prima cascata si arriva con una camminata di 45 minuti lungo un itinerario ben tracciato che inizia da una piccola stradina che si trova a circa 2 km dal villaggio di Dan Mai.  Arrivati in cima si scorge un paesaggio mozzafiato e facendo attenzione si notano due antiche pietre con inciso le iniziali di Rama VI e Rama VII. Continuando verso est, a 500m. dalla prima cascata, si incontra la seconda mentre per la terza ci sono ancora 2,5 km. le iniziali di Rama V su una pietra restano a testimonianza del suo passaggio.
Nel villaggio di Ban Khlong Son vive una piccola mandria di elefanti, utilizzati in passato sulla terraferma per il lavoro nelle foreste di tek prima dell’entrata in vigore nel 1989 di una legge contro il disboscamento per il commercio di legname. I loro custodi li accompagnano giornalmente al fiume per il bagno quotidiano al quale si può curiosamente assistere o si possono noleggiare per visitare la foresta. Salendo su un elefante, si è in un batter d’occhio in una posizione dominante con davanti una nuova prospettiva, se poi l’elefante è femmina e ha un piccolino, lungo la passeggiata si può assistere a come la mamma lo aiuta a camminare lungo una salita scivolosa o come spezza dei tronchi per farlo mangiare.
L’isola di Koh Chang è suddivisa in villaggi: Salakpetch, Salakkork, Jekbare Baan Danmai, Klong Son, Klong Praw, Klong Nonsri, i quali hanno un’economia basata esclusivamente sul turismo in grado di soddisfare ogni esigenza. Gli organi di polizia vigilano attentamente attraverso periodiche retate, sull’uso di droga e i turisti che se scoperti vengono regolarmente trattenuti nel quartier generale di Ban Dan Mai prima di essere trasferiti a Bangkok. In caso di necessità l’assistenza sanitaria dell’Ospedale di Ban Dan Mai è in grado di gestire le emergenze ma rassicurante è anche sapere della vicinanza dell’ospedale di Laem Ngop sulla terraferma.
Dal 2001 il governo thailandese tende a perseguire una politica di trasformazione dell’isola di Koh Chang e delle isole vicine, mirando ad un’offerta sempre più qualificata e di lusso, con la consapevolezza che una strategia di salvaguardia dell’ambiente sia il presupposto essenziale per una proposta turistica vincente.

Il paesaggio incontaminato e il mare limpido danno spazio ad un mondo senza confini come la fantasia e come i sogni che ispirano le vacanze. Al centro di questo mondo ci siamo noi con la nostra voglia di iniziare ad assaporare  la cultura locale  e scoprire nuovi profumi e nuovi sapori e qua dove i colori caldi della terra e i suggestivi tramonti s’incontrano questo diventa possibile.

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