Kyrgyzstan, info generali

Capitale: Bishkek
Popolazione: 5.300.000
Superficie: 198.500 Km2
Forma di governo: repubblica presidenziale
Moneta: Som (KGS); 1 EUR = 60 KGS
Lingue: kyrghyzo e russo (ufficiali)
Religione: musulmani-sunniti, cristiani ortodossi, altre minoranza
Inno Nazionale: Inno nazionale della Repubblica del Kyrgyzstan
Ambasciata italiana ad Astana: via Kosmonavtov 62, 010000 Astana
Fuso orario: + 5 ore rispetto all’Italia, + 4 ore quando in Italia è in vigore l’ora legale
Prefisso per il Kyrgyzstan: 00996
Corrente elettrica: 220V, 50 Hz, con prese tipologia europea e tedesca
Primo Ministro: Zhantoro Satybaldiyev

 

Storia

Il primo popolo che si insediò nei territori dell’attuale Kyrgyzstan, dal VI al V secolo a.C., fu quello gli Sciti, una popolazione seminomade. In seguito l’area sud-est del paese entrò a far parte dell’Impero persiano achemenide, in particolare della regione Sogdiana. Nel IV secolo a.C. l’avanzata di Alessandro Magno conquisto anche la Sogdiana e i suoi territori che vennero inglobati nel Regno di Macedonia.
Alla morte di Alessandro Magno il comando passò prima alla dinastia seleucide, poi all’avvento dei Prati. La grande tolleranza verso ogni tipo di religione da parte di questi popoli, fece sì che i seguaci di diverse religioni furono i maggiori commercianti sulla Via della Seta, almeno fino al VIII secolo quando l’avvento degli Arabi portò il musulmanesimo. I popoli Kirghizi fin dall’età medievale furono incrocio di culture, religioni, tradizioni ed etnie differenti a causa delle numerosi invasioni e conquiste subite. All’inizio del XIII secolo i territori furono conquistati dall’Impero Mongolo, fino al 1510, anno in cui iniziò la libertà per il popolo kyrgyzo, seppur con interruzioni per le invasioni di Uzbeki, Calmucchi e Manciù. Nell’800 il Kyrgyzstan passò ufficialmente sotto il controllo del Khanato uzbeko di Kokand. Nel 1876 iniziò un lungo periodo di dominio russo sul Kyrgyzstan e molte persone emigrarono in Afghanistan o in Cina.
Nel XX secolo i Soviet russi avviarono un processo di scolarizzazione della popolazione kyrgyza e di urbanizzazione del territorio. Nel 1936 il Kyrgyzstan divenne una Repubblica Socialista Sovietica a pieno titolo. Dagli anni ’90 in poi il paese ha vissuto un periodo di scontri e proteste. In particolare nel 1990 il Kyrgyzstan ottiene l’indipendenza, pur restando connessa strettamente al governo di Mosca. L’indipendenza completa si ottenne l’anno successivo, quando Aska Akayev, una volta eletto Presidente, si dimise dal partito comunista dell’Unione Sovietica. Nel 1993 il governo venne travolto da scandali di corruzione politica ed Akayev cambia il governo, restando comunque in carica come Presidente. Durante la cosiddetta rivoluzione dei tulipani, che si tenne nel 2005, il Kyrgyzstan fu teatro di violenti scontri e proteste contro il Presidente Akayev, considerato corrotto ed autoritario, che si dimise. Nello stesso anni fu eletto Presidente Kurmanbek Bakiyev, rieletto anche nel 2005 con elezioni giudicate non trasparenti dall’OCSE, in quanto guidate da informazioni totalmente controllate. Continuano le violente proteste che culminano nel 2010 con l’uccisione del Ministro dell’Interno Moldomusa Kongatiyev, l’occupazione della sede dei servizi segreti e della tv di stato ed il colpo di stato della leader dell’opposizione Roza Otunbayeva, che si proclama Presidente con la promessa di nuove elezioni democratiche.
Gli scontri del 2010 costarono la vita, secondo fonti ufficiali, a 190 persone, ma gli oppositori parlano anche di 2.000 vittime. Nel 2011 si tennero nuove elezioni alle quali non si presentò la Presidente uscente Otunbayeva, cedendo la vittoria all’attuale Presidente del Kyrgyzstan, Almazbek Sharshenovich Atanbayev.

 

Ambiente

Il territorio del Kyrgyzstan è montuoso per il 94%, la sua altitudine media è di 2750 m s.l.m. e il 40% della superficie è coperta da nevi e ghiacciai perenni. I paesi confinanti sono il Kazakhstan a nord, la Cina a est, il Tajikistan a sud e l’Uzbekistan a ovest.
La catena del Tien Shan costituisce un confine naturale con la Cina che termina con il Picco Pobedy, la vetta più alta del Kyrgyzstan e la seconda vetta dell’ex Unione Sovietica, alta 7439m, mentre il confine meridionale con il Tagikistan corre lungo la catena del Pamir Alay. In una vasta depressione al limite del Tien Shan, si è formato il lago Ysykköl, profondo quasi 700 m, che non ghiaccia mai. In kyrgyzstan si rifugiano ogni anno migliaia di uccelli migratori, molti di quali appartenenti a specie rare come le gru e le oche selvatiche. Si ritiene che nel paese risieda la maggiore popolazione di leopardo delle nevi.

 

Clima

Il clima del Kyrgyzstan varia notevolmente a seconda dell’altitudine. L’area sud-ovest, ha un clima subtropicale, con temperature che, in estate, toccano i 40°C, a nord prevale il clima temperato, mentre nella zona del Tian Shan, nel sud-est del paese, troviamo un clima che varia dal secco continentale al polare, dove le temperature scendono sotto lo zero per circa 40 giorni l’anno. Generalmente il mese più freddo è gennaio, quando soffiano i venti siberiani.

 

Economia

In Kyrgyzstan sono presenti vasti giacimenti di carbone, oro, antimonio ed uranio e l’estrazione di queste materie prime rappresenta la prima fonte di reddito del paese.
L’industria manifatturiera risulta poco sviluppata, limitandosi alla lavorazione di lana, carne e pelli. Nella valle di Fergana sono stati individuati alcuni giacimenti di petrolio e gas naturale, ma i combustibili sono ancora importati da altri paesi. Il settore più importante dell’economia rimane comunque quello primario, in particolar modo la coltivazione di riso, cereali, ortaggi, frutta, barbabietole da zucchero, tabacco e cotone e l’allevamento di cavalli, pecore e bovini. Dopo l’indipendenza, ottenuta nel 1991, il Kyrgyzstan vive un periodo di stagnazione economica accentuato anche dalle conflittualità etniche che, tra le altre cose, hanno rallentato la privatizzazione delle terre.
Dal 1994 il paese, insieme al Kazakhstan e all’Uzbekistan, ha istituito un’area di libero scambio commerciale.

 

Politica

Il Kyrgyzstan è una repubblica presidenziale in cui il Presidente esercita poteri molto ampli, come la nomina e la revoca del primo ministro e i membri del governo e l’esercizio del potere legislativo, che spetta anche al parlamento. Il parlamento bicamerale è costituito dall’assemblea legislativa e dall’assemblea dei rappresentanti.
Nel 2005, il primo Presidente del Kyrgyzstan Askar Akayev ha dovuto lasciare la carica in seguito alla famosa protesta dei tulipani. Il leader dell’opposizione Kurmanbek Bakiyev salì in carica promettendo maggiore democrazia, sviluppo economico e lotta alla corruzione, ma, di fatto, ha modificato più volte la costituzione accrescendo i propri poteri, ha chiuso le sedi di alcuni giornali non graditi ed ha represso con violenza le proteste dell’opposizione. Nel 2010 la leader dell’opposizione Roza Otunbayeva si recò a Mosca dove chiese ed ottenne l’appoggio del governo russo. Successivamente scoppiarono nella capitale violenti scontri di piazza che costrinsero il presidente Bakieyev alla fuga, con la conseguente auto proclamazione di un nuovo governo guidato dalla Otunbayeva e appoggiato dalla Russia di Putin.

 

Popolazione

La popolazione è il risultato della fusione di molti popoli e delle loro culture. I kyrgyzi sono solo il 65% della popolazione; il restante 35% è costituito principalmente da russi e uzbeki, con minoranze di ucraini e tedeschi.

 

Religione

In Kyrgyzstan vige la libertà religiosa. Circa il 75% della popolazione è musulmano-sunnita, un ulteriore 20% è cristiano-ortodossa, mentre il restante 5% si suddivide fra varie minoranze religiose. La capitale e alcune regioni settentrionali sono per lo più laicizzate.

 

Trasporti e comunicazioni

Gli aerei non sono i mezzi più idonei per esplorare il paese, ma in inverno sono l’unico modo per vincere la neve. Per spostarsi da una città all’altra si consiglia l’uso degli autobus che sono frequenti, economici e permettono di conoscere la cultura nomade, anche se sono scomodi e noiosi. Anche i marshrutnoe, minibus con itinerari fissi, possono essere utili per visitare le principali città. Al contrario i treni sono sconsigliati, in quanto lenti, affollati e poco sicuri. È facile trovare tassisti e conducenti privati disposti a condurvi in un’altra città. Per chi desiderasse noleggiare un’auto, ricordiamo che è sufficiente essere in possesso di patente di guida italiana e di un’assicurazione di frontiera a breve termine, denominata Polizza Ingosstrakh. Per le comunicazione si precisa che sono possibili sia l’accesso roaming alla linea italiana, sia l’acquisto si schede SIM prepagate applicabili ai normali cellulari.

 

Situazione sanitaria

È preferibile non assumere acqua corrente e non bere latte e bevande di produzione locale evitando di aggiungere il ghiaccio; consumare carni e uova cotte (ad almeno 70 gradi); il latte non pastorizzato deve essere sempre bollito, mentre i gelati possono rappresentare un rischio. È necessario osservare norme igieniche basilari, come lavarsi frequentemente le mani e scegliere gli alimenti con la massima attenzione. Le vaccinazioni consigliate sono l’antidifterica, l’antiepatite A e B, l’antitetanica, l’antitifica. Per avere tutte le indicazioni necessarie è necessario rivolgersi al Servizio di Medicina dei Viaggi della vostra ASL almeno 15 giorni prima della partenza. Chi soggiorna per un periodo superiore a tre mesi si deve obbligatoriamente sottoporsi al test dell’HIV. È opportuno stipulare una copertura assicurativa sanitaria internazionale che comprenda l’eventuale rimpatrio sanitario del paziente o il trasferimento in un altro Paese. Le strutture sanitarie sono al di sotto della media europea ed i medicinali non sono facilmente reperibili, per questo motivo è utile portare con se i farmaci di cui si ha bisogno accompagnati dal certificato medico che attesta lo stato di malattia.

 

Sicurezza

Si sconsiglia di effettuare escursioni non organizzate e senza accompagnatore fuori dalla capitale. Inoltre, è necessario prestare molta attenzione nelle zone di confine con l’Uzbekistan data la presenza di alcuni campi minati non segnalati, così come in aree di alta montagna difficilmente accessibili. Si raccomanda di attraversare il confine con l’Uzbekistan esclusivamente in corrispondenza degli appositi posti di controllo, considerata la pericolosità di un passaggio non autorizzato dalle guardie di frontiera.
Sono considerate luoghi non sicuri i confini con il Tajikistan e le zone meridionali del paese. Il Kyrgyzstan si trova in un’area a rischio sismico, in particolare nella zona nord–est, a confine con Cina e Kazakhstan. Da maggio ad agosto si consiglia di prestare attenzione nel sud – est del paese, in quanto possono verificarsi valanghe e frane causate dallo scioglimento dei ghiacciai. Le maggiori realtà urbane presentano un indice di criminalità comune locale inferiore a quello dei paesi occidentali, anche se sono attivi gruppi di criminalità organizzata nel traffico di droga. Si sottolinea che è proibito fotografare installazioni militari, così come le postazioni per i controlli di frontiera. È consigliato il massimo rispetto degli usi e costumi locali, in particolar modo nelle conservatrici zone periferiche. Non uscire, durante il soggiorno, con passaporto, carta di credito e biglietti aerei, ma portare con sé una fotocopia del passaporto.

 

Passaporto e visto

Per entrare in territorio kyrgyzo è necessario essere in possesso del passaporto con validità residua di almeno tre mesi dalla data di ingresso nel Paese. Dal 2012 non è più necessario il visto di ingresso per motivi di turismo e/o di affari per soggiorni che non superino i 60 giorni. Negli altri casi è ancora necessario essere in possesso del visto che viene rilasciato dall’Ambasciata del Kazakhstan a Roma, dal Consolato del Kazakhstan a Milano o dal Consolato del Kyrgyzstan a Ginevra.

Minori: dal 26 giugno 2012 tutti i minori italiani dovranno essere in possesso di passaporto individuale, anche se iscritti sui passaporti dei genitori in data antecedente al 25 novembre 2009.

 

Indirizzi e numeri utili

Polizia: 102
Vigili del fuoco: 101
Pronto Soccorso statale: 103
Servizio medico privato: 151
Servizio di salvataggio: 161
Ambasciata d’Italia in Kazakhstan
Via Kosmonavtov 62, 010000 Astana
Tel + 7 7172 243868
Fax +7 7172 243686

 

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