Le città del Brunei

Bandar Seri Begawan
Bandar Seri Begawan, che in lingua malese significa “porto dell’onorato dominatore” è la capitale dello Stato del Brunei. E’ una città pulita e moderna che, con le sue ampie strade e gli imponenti edifici governativi, sembra troppo grande per i suoi 78.000 abitanti. A dominare la città da una collina è il palazzo residenziale più grande del mondo: l’Istana Nurul Iman. Esso costituisce la sontuosa residenza del Sultano del Brunei, caratterizzata da sfarzi incredibili: è sormontata da cupole d’oro ed al suo interno ospita 1788 camere, un salone che può contenere 4.000 persone ed una sala da pranzo cerimoniale per più di 500 commensali. Il Palazzo spalanca le sue porte al pubblico solo tre giorni l’anno, in occasione della fine del mese di Ramadan. Altri edifici che mostrano il fasto e la ricchezza di questa città sono molti dei suoi alberghi, tra cui l’Empire Hotel & Country Club, e le sue moschee. Vicino al fiume Brunei, in una laguna artificiale, svetta con la sua gigantesca cupola dorata la Moschea di Omar Ali Saifuddin, una delle più imponenti moschee moderne dell’intero Oriente. Essa fu edificata nel 1958 per volere del primo monarca del Paese e fu progettata da un artista italiano, che utilizzò al suo interno materiali molto preziosi come marmi di Carrara e graniti asiatici dalle magnifiche luminescenze, oltre a sontuosi tappeti e persino un ascensore. A Kampong Kiarong si trova invece una seconda moschea che non ha nulla da inviare alla prima in quanto a magnificenza. Edificata durante l’attuale sultanato, la Moschea di Jame Asr Hassanil Bolkiah rispecchia a pieno tutta la sontuosità del potere temporale del sultano. E’ la più grande moschea del Borneo, con cupole dorate, immensi interni, un impressionante esterno e bei giardini.
La capitale ospita poi una serie di interessanti musei:
  • Museo Royal Regalia: dedicato al Sultano del Brunei, è un’esposizione degli oggetti appartenenti alla monarchia: tra le altre cose vi si trovano la corona e la carrozza reale, insieme ad una vasta collezione di tesori opulenti;
  • Museo del Brunei: piuttosto tradizionale, ospita al suo interno esposizioni di antichi cannoni e pugnali elaborati, una collezione privata di Sacri Corani dorati, mostre etnografiche sul Borneo e tesori dissotterrati in seguito a naufragi avvenuti lungo le coste del Brunei;
  • Museo Malese della Tecnologia: esposizione sull’architettura dei villaggi fluviali e sulle tecnologie usate dalla gente che li abita;
  • Casa dei Dodici Tetti: pittoresco esempio di architettura Britannica, antica dimora del Residente Inglese, ora divenuta museo e luogo di intrattenimento per i dignitari stranieri.
Un’altra attrattiva sicuramente interessante è il mercato di Gadong, dove si susseguono lunghe distese di bellissimi fiori, da mille colori e inebrianti profumi. Caratteristica è anche la zona di Kampong Ayer, in cui si trova il più largo villaggio acquatico al mondo, dotato di scuole, ospedali, stazioni dei pompieri e negozi, come una normalissima città. In realtà è invece un agglomerato di 28 antichi villaggi costruiti su palafitte sul fiume Brunei, dove vivono più di 30.000 persone. I diversi villaggi sono collegati gli uni agli altri attraverso i pail, caratteristici ponti in legno che formano una fitta rete di comunicazione fra le palafitte. Nella stessa Bandar è poi possibile avere uno scorcio della natura incontaminata tipica della regione. A Pulau Ranggu, in mezzo al fiume, si trova infatti una numerosa colonia di nasiche, delle scimmie bizzarre chiamate così per il loro grosso naso. Al mattino presto o all’imbrunire, vicino ai canali, si può avere la rara occasione di osservarne dalle 5 alle 10 famiglie composte ciascuna da circa 20 scimmie.
Curiosità: a Bandar, per rispetto alla cultura islamica, non esiste vita notturna: alle 9 di sera le strade sono già tutte deserte.

 

 

Jerudong

Jerudong Park è il luogo di divertimento del sultano, il quale si dedica qui al suo sport preferito, il polo. Questa struttura è un vasto complesso comprendente il lussuoso Jerudong Park Polo Club con il suo stadio per il polo l’affascinante Trijaya Jerudong Equestrian Park con le sue lussuose scuderie, il Royal Brunei Golf & Country Club con il più impegnativo campo da golf del Brunei ed infine il Jerudong Park Playground, un’enorme parco di divertimenti, ideale per gli amanti dello svago e delle forti emozioni… Sfortunatamente si può accedere a questo spettacolare complesso, sito a nord della strada principale fra BSB e Tutong, solo se invitati.

 

 

Sarawak

Interessante una visita a Sarawak per visitare il Parco Nazionale delle Grotte Niah, a cui si giunge dalla città costiera di Miri, attraversando piantagioni di palme e diversi villaggi. Esso rappresenta uno dei siti preistorici più importanti dell’Asia. Nel 1958 gli archeologi scoprirono all’interno delle grotte tracce di insediamenti umani risalenti a circa 43.000 anni fa, riferibili agli Homo Sapiens. Le grotte, estremamente suggestive, erano forse un luogo di sepoltura, come suggeriscono i dipinti rupestri ritrovati nella Grande Grotta e nella Grotta Dipinta. Diversi reperti che vanno dal Neolitico all’Età del Ferro testimoniano poi che le grotte continuarono ad essere usate anche nei millenni successivi, fino a tempi recenti.

 

 

L’isola di Labuan

L’isola di Labuan non ha conservato molto del fascino dei racconti di Salgari, che la vedevano teatro del romantico ed avventuroso incontro tra Sandokan e Lady Marianna, la “Perla di Labuan”. Oggi l’isola, dopo esser stata avamposto coloniale britannico, è stata trasformata in un paradiso bancario, a 45 minuti di traghetto dal Brunei. Vi si trovano la Piazza del Museo, il complesso sportivo, la ciminiera della vecchia fabbrica di carbone ed il Financial Park, un centro commerciale con negozi duty-free. Il senso dell’avventura viene rievocato, in modo però più tangibile e tragico, nel Cimitero di Guerra degli eroi del Borneo e nel Parco della Pace, che commemora la resa dei giapponesi nella seconda guerra mondiale. Entrambi sono infatti un ricordo degli anni cupi dell’occupazione giapponese e dei combattimenti che si svolsero nel Borneo, durante i quali i feroci Dayaki affilarono le lame per l’ultima volta, cacciando le teste dei soldati del Sol Levante.

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