RED CAPITAL CLUB & RESIDENCE, BEIJING
No.9 Dongsi Liutiao
Dongcheng District
Beijing 100007, China
Sulle orme di Mao
Nella Chairman’s Suite si ha l’impressione che Mao sia uscito solo un attimo fa: alla parete sono appesi ritratti in bianco e nero della sua famiglia, sugli scaffali ci sono i suoi libri preferiti e in un angolo c’è una lampada stile Art déco che proviene dalla sua casa di Zhongnanhai. Ci si aspetta quasi che la porta si apra e quello che un tempo era l’uomo più potente della Cina rientri nella sua camera, e quando non accade si prova un pizzico di delusione. Tuttavia, anche in sua assenza, il Red Capital Club ricrea tutta l’atmosfera della Cina comunista degli anni Cinquanta. Questo albergo situato nel quartiere Dongsi di Pechino è ricavato da una di quelle residenze private in cui i politici di spicco amavano stabilirsi dopo il 1949, e le sue cinque suite sono arredate con un’incredibile attenzione ai dettagli. A destra e a sinistra della Chairman’s Suite ci sono le Concubine’s Suites, che sembrano fatte di soli letti e che contengono oggetti antichi della dinastia Qing; le altre due suite sono dedicate rispettivamente allo scrittore cinese Han Suiyin e ad Edgar Snow. Quella che un tempo era l’élite politica del Paese è presente anche nel ristorante, che propone la “Zhongnanhai Cuisine”, ovvero i piatti preferiti da Mao; inoltre, si possono anche intraprendere escursioni in città sulle orme di Mao. Meglio ancora, nei suoi panni: infatti la stretch limousine usata da Madame Mao, l’unico esempio oggi rimasto di questo modello, è destinata all’impiego esclusivo degli ospiti dell’albergo, con tutti i suoi sette metri di lunghezza, bandierina rossa, champagne e caviale russo.
Letture da portare in viaggi: Gli ultimi giorni di Pechino di Pierre Loti
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Posizione
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Nel quartiere Dongsi di Pechino, a 30 minuti d’auto dall’aeroporto
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Camere
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2 Author’s Suite, 2 Concubine’s Site, 1 Chairman’s Suite
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Gastronomia
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“Cucina Zhongnanhai”, ossia i piatti preferiti di Mao e quelli serviti ai banchetti di Stato dell’epoca
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Storia
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Piccolo hotel ricavato dalla residenza privata di un importante politico, ha aperto il 1 luglio 2001
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Peculiarità
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Immergersi nello stile di vita dell’élite politica dell’era di Mao
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Quota
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da € 137 per sistemazione in camera singola
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COMMUNE BY THE GREAT WALL, BEIJING
Commune by The Great Wall
The Great Wall Exit at Shuiguan Badaling
Highway
Beijing 102102, China
Nuove prospettive nella Cina antica
È il sogno di qualsiasi architetto: ricevere l’incarico di progettare un edificio in una zona famosa in tutto il mondo e ottenere carta bianca, l’unica condizione è che il progetto ispiri un’intera generazione e tutto un continente. Per dodici architetti asiatici, il sogno si è trasformato in realtà di cemento, vetro e legno nella Valle di Shuiguan, a nord di Pechino, proprio accanto alla Grande Muraglia. Le ville della Commune By The Great Wall sorgono tra colline verdeggianti, lontane dal caos dei grandi flussi turistici, e non hanno niente a che fare con quella che nel resto della Cina viene celebrata come “architettura moderna”. Per esempio, nella sua Furniture House, il giapponese Shigeru Ban ha fatto esperimenti con compensato di bambù e ha organizzato le camere, arredate in uno stile più che minimalista, intorno ad un cortile vetrato; invece Antonio Ochoa, venezuelano trasferitosi in Cina, ha aderito appieno alla simple goemetry: il cemento, calcestruzzo e mattoni della sua Cantilever House spiccano quasi con violenza contro le linee morbide del paesaggio. Il thailandese Kanika R’kul ha firmato il progetto della The Shared House, una specie di casa per la villeggiatura modello, che prepara i suoi inquilini alla transazione dalla città alla campagna grazie all’uso della luce dello spazio, delle terrazze e dei cortili interni. Anche se i critici della Commune By The Great Waall fanno notare che i materiali e la tecnica costruttiva non sono sempre ottimi e ne sottolineano la scarsa aderenza alla realtà, questo complesso resta comunque uno dei più creativi e coraggiosi progetti architettonici privati mai realizzati in Cina. Nel 2002 ha vinto il premio speciale della Biennale di Venezia, e da qualche tempo è entrato a far parte degli hotel di design: infatti le sue ville sono diventate anche residenze di lusso per gli appassionati dell’architettura asiatica di avanguardia.
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