Curiosità del Bhutan

Curiosità:
  • Non è permesso nessun viaggio indipendente in Bhutan: tour di gruppo o individuali devono essere organizzati, con guida o facenti parte di un pacchetto.
  • Le autorità del luogo vietano severamente l’esportazione di qualsiasi reliquia, religiosa e non, che sia più antica di 100 anni. Tutto ciò che il turista porta con sé viene registrato alla dogana e controllato alla sua partenza dal Paese.
  • La vendita di prodotti di tabacco è proibita. In tutto il Bhutan è in vigore una legge antifumo per cui è vietato fumare ovunque tranne che a casa propria. Nel testo di tale legge risulta che ogni turista può portare con sé una stecca di sigarette per uso personale, con divieto assoluto di venderla. In realtà alla dogana viene fatta pagare al viaggiatore una tassa di 28 dollari a stecca.
  • Gli dzong, edifici simili ai castelli, con ampi cortili e meravigliose sale, sono fra gli esempi più belli dell’architettura bhutanese. Gli dzong ospitano grandi monasteri e sono collocati in posizioni dominanti in cima alle colline o alla confluenza di fiumi; di solito sono anche i centri amministrativi dei distretti di appartenenza. Gli edifici più comuni in Bhutan sono però i chorten o stupa, piccoli templi costruiti per ospitare reliquie sacre.
  • In Bhutan si trovano prodotti artigianali di alto livello. Tra i prodotti tipici ci sono i thangka (dipinti buddisti eseguiti su tela, montati su uno sfondo di broccato e appesi a un bastone cucito in cima), yatra (pezzi di lana cuciti insieme per la produzione di maglioni, sciarpe e coperte), statue di ottone, oggetti rituali buddisti come campanelle, cembali e trombe, oggetti di bambù, tappeti bhutanesi e tibetani e infine le varie bandiere del Bhutan.
  • Nel Paese è ricercata la “Gross National Happiness”, la Felicità Nazionale Lorda che è ritenuta dal re di gran lunga più importante del Prodotto Interno Lordo; non si deve perciò raggiungere la crescita economica a spese di una peggior qualità di vita.
  • L’uomo e la donna hanno gli stessi diritti e i costumi sessuali sono liberi. In pratica ognuno può vivere come crede e non è necessario sposarsi. In casa il marito e i figli aiutano la donna a cucinare e a fare i lavori domestici e tutti danno il loro contributo. I bambini sono molto amati ed è considerato positivo averne anche più di 10.
  • I bhutanesi hanno di solito due nomi, ma il secondo non è il nome di famiglia (cognome), come negli altri paesi. Sono perciò nomi interscambiabili e senza genere.
  • Nella cultura bhutanese viene considerato sacrilego spezzare qualsiasi forma di vita. La carne viene mangiata, ma la popolazione ritiene moralmente più accettabile importare dall’estero questi prodotti.
  • Nelle case e negli edifici pubblici è molto diffuso il dipinto rappresentante “I quattro amici”, il pavone, la scimmia, il coniglio e l’elefante, sotto un’abbondante albero di frutta. Secondo una storia Bhutanese, il pavone trova un seme e lo pianta, il coniglio lo innaffia e la scimmia lo fertilizza. Quando la pianta inizia a crescere, l’elefante la protegge. Una volta che la pianta è matura, i suoi frutti sono però così in alto da non poter essere presi da nessuno dei quattro amici. Solo unendo le loro forze e salendo l’uno sull’altro gli animali possono raggiungere i frutti. Il dipinto rappresenta dunque l’ideale di armonia con la natura e l’importanza della cooperazione per il benessere sociale.

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