La filmografia armena tratta come tema principale il genocidio della popolazione del 1915.
In ordine cronologico si elencano di seguito le principali pellicole sul genocidio armeno e l’emigrazione.
• Vodka Lemon, 2003, diretto dal regista curdo Hiner Saleem e prodotto da Francia, Italia, Svizzera e Armenia
• Ararat, 2002, diretto da Atom Egoyan,
• Mayrig (Madre in armeno), 1991, diretto dal regista franco-armeno Henri Verneuil
• Quella strada chiamata paradiso (588, Rue Paradis), 1992, diretto dal regista franco-armeno Henri Verneuil, seguito di Mayrig
• Assignement Berlin (Missione a Berlino in italiano), 1983, che ripercorre le tappe del processo a Tehlirian, armeno che uccise Vizir Mehmet Tal’at Pascià, uno dei responsabili del genocidio armeno.
Dai principali cantanti del panorama musicale contemporaneo armeno non si possono escludere André (Andreï Hovnanyan ), cantante pop, e Charles Aznavour, cantante pop e jazz francese originario dell’Armenia e autore di molte canzoni, tra cui “La Bohème”, “La Baraka”, “La Mamma”, “She” e “Que c’est triste Venise” . Il famoso cantante francese è ambasciatore dell’Armenia in svizzera dal 2009.
Anche i componenti del gruppo metal System of a Down, famoso in tutto il mondo, sono originari dell’Armenia e nelle loro canzoni parlano spesso del genocidio armeno, essendo discendenti dei superstiti di quel massacro. Le canzoni di denuncia più conosciute sono “Holy Mountains”, “P.L.U.C.K.” e “Yes, it’s genocide” .
La musica folk, al pari di quella contemporanea, è molto presente nella vita quotidiana degli Armeni.
La letteratura classica nepalese ha un tradizione importante tramandata oralmente nei secoli; basti pensare che la letteratura nepalese è preceduta cronologicamente solo dalle letterature cinese, tibetana e birmana. Nel 2011 si è tenuto il primo festival letterario di Kathmandu, che ha portato nella capitale nepalese più di 60 autori nazionali ed internazionali.