La cucina israeliana è una contaminazione di sapori provenienti da diverse parti del mondo. Da una parte vi è una radicata tradizione ebraica, dall’altra una fortissima influenza della cucina araba. Infatti troviamo spesso quasi sempre sulle tavole israeliane i falafel, e humus. Le cucine vegetariana e quella vegana stanno riscuotendo negli ultimi anni un crescente successo con tanti nuovi ristoranti e offerte diverse, facendo diventare Israele un riferimento mondiale per questo genere di cucine.
Per gli ebrei cibarsi è un atto sacro e la preparazione dei piatti deve rispettare serve norme igienico-sanitarie oltre che estetiche e religiose. In particolare i cibi di origine animali sono divisi in leciti e vietati, a seconda della tipologia di animale e delle modalità di macellazione. Inoltre, la carne e i suoi derivati non possono essere mischiati con il latte e i suoi derivati, dunque tutto il materiale utilizzato per cucinare, servire e mangiare carne deve essere diverso dal materiale utilizzato per i latticini, oltre che conservati in luoghi differenti. Le bevande fermentate sono proibite, ad eccezione del vino, che però deve essere prodotto rispettando un rigoroso sistema di produzione e certificazione.
Tra i piatti tipici di questa cucina segnaliamo:
Labneh: un formaggio dal sapore aspro che viene condito da olio d’oliva e spezie ed è generalmente servito da olive.
Kubah: crocchette di pasta ripieni di carne.
Sabich: una specie di piadina, una pita arrotolata farcita con melanzane ripiene patate bollite e uova sode.
Shawarma: carne cotta allo spiedo, avvolta in una pita condita con spezie.
Nome: in Corea come regola generale le persone hanno un nome composto da tre caratteri cinesi, che si pronunciano quindi complessivamente con tre sillabe. Il primo di questi caratteri è il cognome, mentre gli altri due costituiscono il nome. Una di queste ultime due sillabe, è talvolta usata per identificare la generazione e in tal […]
A Baku, la capitale dell’Azerbaijan è possibile ammirare la Città Murata, la Torre della Vergine, il Museo Archeologico Etnografico Qala, il Palazzo di Shirvanshah. Il tempio zoroastriano di Ateshgah è stato costruito su un fuoco sempre acceso, la zona è talmente satura di gas naturale e petrolio che la terra brucia da sola.