Storia del Kazakistan

I primi insediamenti in territorio kazako risalgono al Paleolitico inferiore, ma le prime fonti scritte risalgono al XV secolo. Fino al 330 a.C., quando Alessandro Magno conquistò il territorio, il Kazakistan era governato dall’imperatore achemenide.
Durante il dominio di Alessandro Magno, la regione incrementò i suoi scambi culturali e commerciali con l’Europa. Durante il Medioevo le popolazioni si concentrano nella zona meridionale del paese per sviluppare una rete di strade per le carovane che collegavano l’Asia all’Europa, quella che successivamente sarà chiamata Via della Seta. Nel corso del IX secolo venne introdotto nel territorio l’islam e quasi tutta la popolazione fu convertita. Nel 1219 i mongoli invasero le zone kazake, riuscendo ad arrivare alle porte dell’Europa. L’invasione causò danni importanti e le popolazioni riuscirono a riprendersi solo 600 anni dopo con la colonizzazione russa. Alla morte di Gengis Khan, il condottiero mongolo, le scissioni portarono alla salita al potere del tiranno Tamerlano. Da questo momento si può parlare di Kazaki come popolo distinto, un popolo che discende da mongoli, turchi e altri popoli. Dopo una serie di domini ed invasioni, nel 1919 il territorio entrò definitivamente nell’area sovietica come RSS Kazaka. Il governo sovietico sviluppò, nei territori dell’Asia Centrale, una serie di progetti devastanti; in particolare la Russia utilizzò il Kazakistan come zona di sperimentazione nucleare “segreta”. Nel 1991 il Kazakistan si dichiarò indipendente dall’Unione Sovietica e aderì alla Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Nel 1992 lo Stato kazako aderì all’ONU e divenne membro dell’UNESCO. Il presidente Nazarbayev, in carica dall’anno di proclamazione di indipendenza, è stato rieletto in tutte le elezioni presidenziali (1999, 2005 e 2011), tutte considerate dall’OCSE poco democratiche, a causa dell’autocensura dei media e della palese presenza di irregolarità. La Banca Mondiale ritiene che il Kazakistan sia uno dei dieci mercati mondiali più stabili e proficui per i nuovi investimenti; trai gli Stati appartenenti alla CSI, quello kazako è l’unico ad aver mantenuto tassi di crescita elevati.

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