Storia in Sri Lanka

I primi insediamenti sull’isola avvennero per conto dei veddah, una popolazione di bassa statura e dalla pelle scura.
I singalesi giunsero in Sri Lanka nel corso del VI secolo a.C. e nel corso del III secolo a.C. venne introdotta nel luogo la religione buddhista.
L’arrivo della cultura tamil non è ben documentata, ma si hanno tracce certe di un’invasione già nel 286 a.C., in seguito alla quale i Tamil regnarono per alcune decine di anni.
Seguì un periodo in cui la convivenza tra le due culture tamil e singalese passava da tratti pacifici alla violenza più radicata.
Durante il XVI secolo il territorio fu conquistato dai portoghesi, cacciati nel XVII secolo dalle forze olandesi.
Nel 1976 l’allora Ceylon venne ceduto al Regno Unito, che introdusse nel paese l’inglese come lingua nazionale. Il paese divenne una colonia inglese nel 1802.
L’indipendenza del 1948 fu solo parziale, in quanto il paese entrò a far parte del Commonwealth, ottenendo l’indipendenza completa solo nel 1972. Nell’occasione Ceylon cambia nome, adottando definitivamente quello di Sri Lanka.
A metà negli anni ’80 si riaccende il conflitto etnico e le violenze fra tamil e singalesi.
Nel 2001, dopo un ventennio di lotta, le Tigri Tamil e il governo firmano un accordo, che vede la Norvegia come mediatore.
Nel dicembre 2004 un violento tsunami ha devastato le coste meridionali e orientali con un bilancio ufficiale di oltre 40.000 vittime, 4.000 dispersi e 1.500.000 sfollati.
Purtroppo l’intervento di alcuni uomini d’affari ha impedito la ricostruzione di case e porticcioli per favorire la costruzione di nuovi impianti turistici, impedendo alla popolazione costiera di ritornare nelle loro zone, contribuendo così a riaccendere gli scontri etnici fra singalesi e tamil.
Il conflitto armato è stato dichiarato concluso nel 2009.

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