Le città del Giappone

Sulla foce del fiume Sumidagawa, sorge Tokio, una megalopoli modernissima, avvolta nelle luci sfavillanti dei neon e dalle vertigini dei grattacieli; su tutti svetta la Tokyo Tower , versione giapponese della Torre Eiffel, alta 333 metri. Al suo interno ci sono due zone di osservazione, una a 150 metri ed una a 260, oltre che ad un acquario, un museo delle cere e la Holographic Mystery Zone. La città nel suo insieme è quasi fantascientifica, culturalmente vivace e attenta a tutte le novità della moda, come si può cogliere passeggiando lungo Omotesando, che con i suoi caffè ricorda un quartiere parigino, l’Oriental Bazar o il quartiere di Harajuku. Quest’ultimo nome è associato alle ragazzine che inventano mode personalissime, abbigliandosi nei modi più vivaci e improbabili.
Capitale del Giappone ed una delle più grandi e popolate città del mondo, Tokio conserva però molto poco della città che fu fondata nel XV° secolo; infatti a causa di un terribile terremoto, ma soprattutto dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il centro abitato è andato completamente distrutto. Restano però alcune preziose tracce della sua storia.
Con la fine del periodo delle Shogunato, nel 1868, l’Imperatore volle portare a Edo (“Porta sul Fiume”) la capitale – che da quel momento assunse il nome di Tokio (“Capitale d’Oriente”) – e la residenza imperiale. Questa venne stabilita nel magnifico castello fatto costruire nel 1457 da un nobile locale, di cui è possibile visitare i magnifici giardini, raro esempio di architettura giapponese. L’accesso agli interni della residenza è invece proibito al pubblico (tranne il 2 gennaio e il 23 dicembre), vista la connotazione quasi divina legata alla carica imperiale.
Altro edificio storico importante è il Tempio Asakusa Kannon che custodisce l’effigie dorata della Dea buddista della misericordia, scoperta secondo la leggenda da due pescatori nell’anno 628 d.C.; il tempio attuale è stato ricostruito nel 1950, dopo la sua distruzione durante i bombardamenti del 1945. Tokio è caratteristica per essere divisa in diversi quartieri, che mantengono precise caratteristiche distintive. Alcuni dei più famosi sono:

  • Ginza (“miniera d’argento”, in quanto ce n’era una nel ‘600): quartiere interamente dedicato allo shopping, ricco di negozi; è opulento, pieno di vita e di gente ed è il luogo ideale in cui andare a spendere soldi, ma ha anche molte piccole gallerie private che ne fanno un posto fantastico per curiosare anche se non si ha intenzione di fare acquisti. Da notarvi il Forum, centro convegni molto conosciuto per la sua sagoma a forma di cubo e l’ala a vetrate, che lo fanno sembrare una nave;
  • Ueno: zona piena di caratteristiche strutture architettoniche e di numerosi templi e musei, nonché di una miriade di negozi di souvenir e artigianato locale. Al suo centro si trova un grande parco comprendente curatissimi giardini e lo zoo (uno dei più grandi al mondo). In questo quartiere è poi presente l’omonimo Castello, costruito alla fine de XVI secolo, poi ampliato e quindi ricostruito solo in legno. Merita poi una visita l’interessantissimo museo Ninja (i ninja erano spie durante il periodo feudale), con pareti girevoli, nascondigli, trappole ed esposizioni delle loro armi. Sempre a Ueno si trovano il Tokyo National Museum, che custodisce la più grande collezione mondiale di arte giapponese, con circa 87.000 opere provenienti da tutto il Medio Oriente, e lo Shitamachi History Museum, che ospita la riproduzione dei quartieri popolari della Tokyo antica
  • Asakusa: ritenuta per molto tempo il cuore della città vecchia, è una della poche zone dove si può ancora saggiare qualche aspetto della vita dell’antica Edo.
  • Shinjuku: è il quartiere dei divertimenti più turbolento della città; grandi magazzini di classe, gallerie di negozi con prezzi scontati, insegne al neon, uffici governativi, schermi video per le strade, bar dove si mangia stando in piedi al banco, tempietti nascosti e molto altro ancora… Inoltre offre un punto di osservazione privilegiato, dall’ultimo piano delle torri del Metropolitan Building, il Municipio alto 253 metri. E’ importante, durante la visita della capitale, non tralasciarne i bellissimi e numerosi giardini, tra cui il migliore può essere considerato il Rikugien, con le sue 88 raffigurazioni di scene di famosi poemi, oppure il Koishikawa Korakuen, che è uno dei più antichi e conserva al suo interno celebri panorami di Cina e Giappone riprodotti in miniatura. Per un tuffo nel folclore giapponese, è interessante fare un giro al Tsukiji, il mercato del pesce più grande al mondo. Qui, ogni mattina alle 5, ha luogo la tradizionale asta per comprare il “maguro” (tonno). Per una visione particolare della città è poi consigliabile un giro sulla monorotaie, il cui percorso và da Shibashi al porto, nella baia di Daiba, ancor più spettacolare di notte, in quanto viaggia tra i grattacieli illuminati ed è privo di conducente, dettaglio che rende la corsa ancor più fantascientifica ed emozionante. Un’ultima curiosità interessante di Tokio è la Tasaki Pearl Gallery , dove si può assistere ad una presentazione sulla tradizionale attività di coltivazione delle perle e ammirarne l’enorme varietà.
Okinawa è la maggiore delle isole di natura vulcanica dell’Arcipelago Ryukyu, a Sud del Giappone. In passato l’isola ebbe un ruolo di primo piano nelle attività commerciali e di scambio con Giappone, Cina e Corea; durante la seconda guerra mondiale fu teatro di aspri combattimenti tra Giapponesi ed Alleati, che finirono per conquistarla, e dal 1945 fino al 1972 è stata sede dell’amministrazione Americana delle isole. Oggi la città è un attivo porto commerciale ed una rinomata meta turistica, grazie anche al suo clima subtropicale ed alle acque incontaminate e cristalline.
Le coste sono punteggiate da numerose spiagge e grotte, l’interno è un susseguirsi di foreste pluviali, subtropicali e di mangrovie, mentre il mondo sottomarino è ricchissimo di pesci variopinti e barriere coralline.
Curiosità: gli abitanti di Okinawa presentano la durata media della vita più lunga del mondo!

 

 

A sud di Tokyo e distante da questa circa 30 km, sorge Yokohama, la seconda città del Giappone in ordine di grandezza e dal 1858 suo importante centro marittimo, dove nacque anche la prima ferrovia Giapponese. Un terremoto ne causò la distruzione nel ‘23, ma la città è stata ricostruita velocemente e in stile abbastanza moderno. E’ una delle poche città giapponesi a comprendere quartieri diversi, tra cui:
  • Chinatown: zona che riprende le tipiche atmosfere della Cina. Delimitata da 10 variopinte porte d’accesso, ospita circa 500 negozi di tipici prodotti cinesi, con insegne luminose. E’ qui possibile visitare lo Yokohama Daisekai, un edificio di 8 piani che ripropone gli ambienti e le attività tipiche dell’epoca d’oro della Shanghai degli anni ’20 e ’30;
  • il centro storico formato da Motomachi e Yamate;
  • Minato Mirai 21 (letteralmente “porto del futuro”): futuristico quartiere, composto da un insieme di isole artificiali. La principale attrazione è la Landmark Tower, l’edificio più alto del Giappone (70 piani per 296 m), che vanta anche l’ascensore più veloce al mondo (45 km/h). Al suo 69° piano è presente un ottimo punto panoramico, il Landmark Tower Sky Garden.
A Yokohama si possono poi ammirare: lo storico giardino Sankeien, risalente al 17°secolo, ma aperto al pubblico solo nel 1906, con all’interno una pagoda a tre piani, diverse case da tè e vari laghetti, e il Mitsubishi Manato Mirai Industrial Museum, uno dei migliori musei della scienza e della tecnologia del Giappone, ricco di sezioni interattive.
La città di Ise-shi merita una visita per il suggestivo Ise-Jingu, il santuario scintoista più venerato del Giappone, risalente al III° secolo. Secondo la tradizione scintoista, che viene qui ancora perpetuata, le strutture del santuario (sparse in una vasta area che collega due distinti centri abitati) vengono sostituite a cicli prestabiliti da perfette imitazioni, costruite seguendo le tecniche antiche, senza l’utilizzo di chiodi, ma soltanto di perni e giunture in legno. Nell’area dove sorge il tempio vi sono dunque due luoghi, occupati uno dal tempio in uso e l’altro da quello in costruzione: ogni vent’anni ha luogo la cerimonia del Sengu No Gi, durante la quale viene trasferita la divinità per poi procedere alla demolizione della vecchia struttura. Gli edifici attuali dell’Ise-Jingu sono stati eretti nel 1993.
I principali edifici del santuario sono nascosti alla vista e l’accesso al loro interno è permesso solo alla famiglia imperiale e ad alcuni sacerdoti. Il complesso si divide in due parti: il santuario interno (Naikù), dedicato alla dea del sole (divinità ancestrale della famiglia imperiale e protettrice della nazione), e il santuario esterno (Gekù), dedicato alla dea del cibo, degli indumenti e della casa. Il Naikù è il più venerato in quanto contiene il sacro specchio dell’imperatore, uno dei tre doni regali.
Nelle vicinanze si trovano Toba, importante località di villeggiatura, con il Toba Aquarium e l’Isola delle Perle Mikimot, dove si può osservare la coltivazione e la lavorazione delle perle.
Nagoya, capoluogo della prefettura di Aichi (isola di Honshu), in larga parte ricostruita dopo le distruzioni apportate dalla guerra, è un grande centro moderno e con ampi viali, che però conserva una piacevole atmosfera da cittadina ospitale.
Il museo commemorativo Toyota dell’Industria e Tecnologia, illustra l’aspetto moderno della città, con le sue sale dedicate all’evoluzione delle macchine tessitrici (attività originale della Toyota) e, quelle, forse più interessanti, dedicate all’evoluzione delle auto del gruppo. Il Nagoya-jo, un castello del 1612 ricostruito nel 1959, ricorda invece gli antichi tempi feudali; nei suoi cinque piani che si alzano per 48 m ospita un interessante museo.
Altro sito interessante è il santuario Atsuta-jingu, che risale al III° secolo ed è un tempio scintoista in cui, secondo la leggenda, si troverebbe la Kusanagi No Mitsurugi (spada sacra), uno dei tre doni regali che sarebbero stati consegnati alla famiglia reale dalla dea Amaterasu Omikami.
La città è infine famosa, fin dal secolo XIII e unitamente alla vicina Seto, per le sue raffinate porcellane e maioliche.
Il fascino del Giappone feudale si conserva intatto nella città di Kanazawa, famosa per i suoi giardini e i suggestivi vecchi quartieri di geishe e samurai. Ad accogliere lo sguardo ammirato dei turisti, vi sono le manifatture delle celebri ceramiche Kutaniyaki, il labirinto di stretti vicoli del quartiere Nagamachi, un tempo residenza dei samurai, e lo splendido giardino Kenroku-en. Quest’ultimo comprende un armonico insieme di pietre, fiori, alberi e case da tè, oltre a cascate, laghetti, stagni e ruscelli, la cui acqua vi confluisce ancora oggi da un lontano fiume attraverso un complesso sistema idraulico che fu costruito addirittura nel 1632.

Antichissima città sviluppatasi come porto collegante la regione con le aree occidentali del Giappone fin dal periodo Kofun (250-538), Osaka conobbe poi un fiorente periodo di sviluppo durante la fine del 1800,quando il porto fu aperto ai traffici commerciali con gli altri paesi stranieri. Danneggiata pesantemente durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, essa fu quindi completamente ricostruita in stile moderno, riuscendo a conservare il suo ruolo di principale centro commerciale e portuale del Giappone.

Al pari di Tokio, Osaka si presenta oggi come una città modernissima, con importanti quartieri commerciali ricchi di ristoranti, pub e teatri (ad esempio Umeda e Dotonbori) ed efficienti trasporti pubblici. Sulla città veglia però l’antico e splendido castello di Osaka, che fu eretto da Toyotomo Ideyori a partire dal 1583 e venne poi ricostruito a seguito della sua distruzione nel 1615.

 

 

Il Monte Fuji è la montagna vulcanica più alta del Giappone, con i suoi 3.776 metri di altezza e con il suo cono perfettamente circolare (la sua ultima eruzione risale al 1707). La vetta innevata del Fuji-san, che nelle giornate limpide è possibile scorgere sin dalla capitale (a 130 km di distanza), ma che per gran parte dell’anno è nascosta dalle nubi, è una delle icone più diffuse del Paese, un’immagine che riveste un ruolo importante nell’identità nazionale giapponese e nella sensibilità estetica dei suoi abitanti. Tutt’attorno al grande vulcano, si aprono luoghi che offrono paesaggi di raffinata bellezza: la rinomata meta turistica di Hakone, il Lago Ashi nelle cui acque brillanti si riflette l’immagine del cono innevato, o ancora il Monte Komagatake, con lo splendido panorama che muta lungo il percorso della funivia.

 

 

Hiroshima. Il nome di questa città riecheggia nei libri di storia da quando, il 6 agosto 1945, alle ore 8.15, essa divenne il primo, tragico obiettivo della bomba atomica. 130.000 persone morirono nell’esplosione e forse altrettante negli anni successivi a causa dell’esposizione alle radiazioni. Oggi Hiroshima  si erge a monito per l’umanità, un’intera città che sussurra “mai più guerra”.

Dall’Atomic Bomb Dome, uno scheletro di palazzo sovrastato da una cupola anch’essa scheletrica, unico superstite tra gli edifici di questo quartiere, parte il Viale della Pace. Questo attraversa il Parco omonimo, l’Heiwa-koen, per dirigersi  poi verso il cenotafio, progettato dal famoso architetto giapponese Kenzo Tange, che riporta i nomi di tutte le vittime accertate, e la fiamma eterna, che continuerà a bruciare finché non verranno definitivamente abolite tutte le armi nucleari. Poi si arriva al Museo del Ricordo e della Pace (posto esattamente sotto la verticale del punto dove esplose la bomba) che, attraverso oggetti, fotografie, pannelli e plastici, racconta la storia di Hiroshima prima, dopo e durante il tragico scoppio della bomba.

A dieci minuti di traghetto dalla città, si trova invece  Miyajima, ”isola santuario”, che offre, con un estremo contrasto, un’atmosfera di delicatissima serenità, immediatamente riscontrabile con la vista del Torii di accesso al santuario scintoista di Itsukushima. La grande porta rossa che si eleva dalle acque offre una delle più affascinanti immagini del Giappone.

Sempre a breve distanza, s’incontra il famoso villaggio di pescatori di Tomo-no-ura, ricco di templi e santuari, che, per la sua collocazione sul mare interno, sin dall’epoca feudale ha avuto un ruolo molto importante, in quanto offriva riparo alle barche da pesca che attendevano i venti adatti per salpare.

 

 

Poco distante da Kyoto si trova la piccola ma caratteristica città di Nara, antica capitale del Giappone, dal 710 fino all’avvento di Kyoto. Nel VII° secolo infatti, sotto l’influsso culturale della Cina e dei primi monaci buddisti provenienti dalla Corea, gli imperatori giapponesi vollero una grande capitale che seguisse il modello delle splendide città cinesi come Ch’angan. Heijo-kyo, chiamata solo più tardi Nara, divenne in questa circostanza la sede permanete della corte imperiale e in poco tempo raggiunge livelli culturali ed artistici che nulla avevano d invidiare alla Cina.

Il tempo sembra non aver intaccato minimamente questo antico fascino ed otto sono i siti di incalcolabile valore storico posti oggi  sotto la protezione dell’UNESCO, sopravvissuti intatti per circa tredici secoli. L’orgoglio dell’antica capitale era il Tempio Todaiji, immensa struttura che accoglie la più grande statua del Buddha al mondo (Nara fu infatti anche il principale centro di diffusione del buddismo in Giappone). Essa risale al 746, è alta più di 16 metri ed è realizzata in bronzo ed oro. Dedicato al più antico culto scintoista è invece il santuario Kasuga, con centinaia di lanterne di bronzo. Sempre di stampo scintoista è poi la leggenda legata al Parco dei Cervi, considerati sacri in quanto messaggeri divini: il dio Takemikazuchi sarebbe stato guidato da un cervo bianco fino al luogo dove sarebbe dovuta sorgere la capitale dello Yamato (l’Impero del Sol Levante). Il parco, realizzato nel 1880, ospita al suo interno una popolazione di 1200 cervi. Degno di nota è infine il tempio Horyuji, costruito nel 607 ed oggi il più antico complesso di edifici lignei conservatosi intatto.

 

 

Nikko, centro religioso e patrimonio dell’umanità dell’UNESCO a nord di Tokio, vanta una straordinaria ricchezza di templi e santuari, immersi nella splendida cornice di un paesaggio collinare. La città diventò centro religioso nel 8°secolo d.C., quando il sacerdote buddista Shodo vi fondò il primo eremo.

La prima attrazione di Nikko è lo Shin Kyo, il ponte rosso sul Fiume Daiya, ricostruzione di quello originale del 17°secolo. Le leggende riportano che l’eremita che fondò questo centro religioso, fu portato al di là del fiume in questo punto da due serpenti.

L’edificio più importante tra i santuari di Nikko è il mausoleo Tosho-gu, eretto in onore di Tokugawa Ieyasu, il condottiero che diede inizio allo shogunato e fondò la capitale Edo ,. È stato costruito nel 1634 e restaurato più volte in seguito. Oltre 15.000 artigiani hanno dipinto, laccato, intarsiato, scolpito per 2 anni per creare tutto questo meraviglioso complesso.

All’interno del Tosho-gu si può ammirare una Pagoda a cinque piani, costruita nel 650 e successivamente restaurata nel 1818. L’Omoto-mon, è l’ingresso vero e proprio che si incontra dopo la pagoda ed è presidiato da due statue dei re Deva (una che pronuncia la prima lettera dell’alfabeto sanscrito “ah” e l’altra che pronuncia l’ultima “un”). Dopo si trovano i Sanjinko, ovvero 3 magazzini sacri, la fonte sacra per lavarsi le mani, ricoperta da un tetto stile cinese, e la Shinkyusha, la stalla sacra, con la famosa scultura delle 3 scimmiette non vedo, non sento, non parlo. Poi si trova la Biblioteca Sacra , che contiene oltre 7000 testi tra pergamene e rotoli buddisti, ma non è visitabile, e la porta Yomeimon , con 12 colonne ricche di decorazioni. Alla fine si giunge alla tomba di Tokugawa Ieyasu, passando da un androne con il piccolo dipinto del gatto sacro che dorme.

Altro santuario di Nikko è quello di Taiyuin-byo, dedicato al nipote di Ieyasu ed immerso nel bosco, simile al Tosho-gu, ma in scala ridotta e meno affollato. Poi si trova il Rinno-ji, un grande tempio contenente alcune belle statue buddiste.

Infine occorre sottolineare che Nikko colpisce il visitatore anche per le sue bellezze naturali, in quanto fa parte del Parco Nazionale di Nikko, che si estende su una superficie di 1402 km2 ed ospita vulcani spenti, laghi e cascate. Tra questi spiccano il panoramico lago Chuzenji e l’imponente cascata Kegon, alta 97 metri.

 

 

Kyoto, oggi una grande metropoli, vanta un lungo passato di capitale dell’impero giapponese, dal 794 al 1868, periodo in cui fu il centro culturale della nazione. Ancora oggi, essa è considerata come l’antica “Heian-Kyo”, capitale della pace e della tranquillità. Con i suoi 2.000 templi e le sue tradizioni millenarie, è infatti la “dimora spirituale” dei giapponesi.

Sebbene, nel corso della sua lunga storia, abbia subito gravi distruzioni a causa di terremoti, incendi e guerre (particolarmente disastrosi si rivelarono la guerra di Onim, dal 1467 al 1476, e i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale), l’atmosfera e l’impianto urbanistico del Giappone feudale permangono conservati. Passeggiare per la città significa attraversare undici secoli di storia; le donne più anziane continuano ad indossare il kimono camminando lentamente lungo il canale e le geisha portano avanti il loro ruolo di raffinate intrattenitrici. Dal punto di vista monumentale invece, Kyoto possiede ben 17 siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Tra questi il più celebre, nonchè importante Tempio Zen, è il Tempio Kinkakuji o Tempio del Padiglione d’Oro, distrutto nel 1950 da un incendio appiccato da un monaco e poi ricostruito con l’aggiunta di una copertura di lamine d’oro a forma di foglie, sormontata da una fenice in bronzo.

Altri siti degni di nota sono:

  • il Tempio Kiyomizu: il più grande tempio buddista della città, fondato nel 780 e appartenente alla setta dell’Hosso, nel ’94 si aggiunse ai Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Per raggiungerlo si attraversano le due vie principali del caratteristico quartiere di Higashiyama, con i suoi bei templi, le tranquille passeggiate ed i tradizionali intrattenimenti notturni di Gion. Attraverso delle scale immerse nel verde, si raggiunge la cima del colle, dove si erge il complesso del Tempio. L’edificio principale venne costruito su palafitte a 50 metri dal suolo e dalle sue terrazze in legno si può ammirare un bel panorama suoi quartieri Pontocho e Gion. Sotto la terrazza si trova invece la sorgente sacra Otowa-no-taki (“acqua pura”), che si dice abbia poteri di guarigione;
  • il Tempio Sanjusangen-do, che ospita un  migliaio di statue della dea buddista della misericordia (Kannon), caratteristiche perché scolpite con atteggiamenti simili a quelli degli esseri umani, tanto che si dice porti fortuna trovarne una che ci assomiglia;
  • il Castello Nijo, antica residenza del primo shogun del periodo Edo, Tokugawa Ieyasu, costituito da cinque grandi costruzioni (che formano il Palazzo di Ninomaru), è caratterizzato da un’architettura Momoyama, con le porte scorrevoli, in cui si nascondevano le guardie, e particolari pavimenti cosiddetti “dell’usignolo”, che emettono suoni quando vi si cammina sopra, avvertendo della presenza di intrusi;
  • il Tempio Fushimi Inari: è il quartier generale di circa 30.000 templi Inari sparsi in Giappone. Inari è la divinità del riso mentre le volpi sono i suoi messaggeri (all’interno del complesso si trovano infatti molte statue raffiguranti volpi). Il tempio fu costruito in cima ad un monte nel 711 dal clan Hata. In tutta l’area sono stati posizionati migliaia di torii che portano alle varie strutture del tempio. Questi torii sono stati donati nell’arco dei secoli dai devoti. Alla base della montagna si trovano il romon (entrata principale) e il Go-honden (santuario principale), mentre salendo si arriva al Oku Miya (santuario interno);
  • la stazione di Kyoto, inaugurata nel 1997, una futuristica struttura in ferro e acciaio, progettata dall’architetto giapponese Hiroshi Hara. Sulla piazza antistante la stazione una facciata di vetrate poligonali ne sottolinea l’accesso, creando un insieme di specchi in movimento che riflettono la volta del cielo;
  • la casa di piacere Sumiya: una delle ultime ageya rimaste a Kyoto nel quartiere Shimabara, che nell’epoca Edo (1600-1867) ne ospitava più di 20. Le geishe venivano spesso mandate in questi locali per intrattenere gli ospiti. Sumiya, fondata nel 1641, è stata dichiarata Bene Culturale Nazionale: è costituita da un imponente edificio di due piani, con una vasta cucina ed una ventina di stanze, tra cui una sontuosamente decorata in madreperla.

Particolarmente interessante è poi un giro nel quartiere centrale di Pontocho, con le sue basse case di legno e le lanterne di carta rosse (una volta poste ad indicare la presenza delle geishe) che creano un’atmosfera avvolgente in cui sembra rivivere l’antico Giappone, a cui far seguire una passeggiata lungo il Tetsugaku-no-Michi, il “sentiero del filosofo”. Questo percorso segue un canale fiancheggiato da ciliegi ed è dunque particolarmente affascinante in primavera, nel periodo della fioritura.

Kyoto è altresì famosa per i suoi giardini zen (più di 60), racchiusi nelle mura dei santuari. Si tratta di giardini composti da elementi floreali, ma anche solo da pietre, sistemate secondo precisi intenti estetici e simbolici, e da ghiaia, rastrellata periodicamente formando nuove onde e linee, che rappresenta la caducità del mondo terreno. Esempi illustri ci sono forniti da:

  • la residenza della Famiglia Reale (Villa Katsure Rikyu) con i suoi giardini Zen curati sin nei minimi particolari, in modo che da ogni punto si possa ammirare un paesaggio straordinario che stimoli la meditazione;
  • il giardino Byodoin, il più bello dei Giardini Pura Terra, espressioni di uno stile che era popolare durante il periodo Heian: luogo storico di grande bellezza scenica, frequentato dall’antica nobiltà giapponese, il giardino è costruito intorno alla  Phoenix Hall (famosa costruzione del 1053) e include nel suo paesaggio il fiume Uji, le montagne nello sfondo, una spiaggia di sabbia (Suhama), due ponti (Hirabashi e Soribashi) e una piccola isola (Kojima);
  • il giardino Zen del monastero buddista Ryoan-ji, circondato per tre lati da un basso muro d’argilla e costituito semplicemente da un tappeto di sabbia bianca sul quale sono disposte 15 rocce, la cui forma e distribuzione delle rocce assumono significati profondi nella simbologia Zen; a questo giardino si ispirano tutti i giardini zen “a secco” di oggi.

Curiosità: Kyoto e la fioritura sono le protagoniste del Miyako Odori, la “danza della capitale”, festa istituita nel 1872 per far sì che la città, perso ormai il titolo di capitale, potesse mantenere un ruolo di primo piano nella vita dei giapponesi. In questa occasione, durante cioè tutto il mese d’Aprile, le geishe si esibiscono in spettacoli travolgenti, ballando, danzando e suonando in maniera affascinante.

Anche i dintorni di Kyoto offrono interessanti attrattive per i visitatori. In particolare:

  • ll Castello di Himeji: raggiungibile da Kyoto con un’escursione di un giorno, è il più bel castello giapponese ancora esistente ed il sito più visitato del Paese. L’edificio, che ha mantenuto la sua struttura originale dal 1609, è meglio noto come Shirasagi-jo, “il Castello dell’Airone Bianco”, per merito del suo colore e della sua elegante forma. Un giro all’interno delle sue mura permette di spaziare da stanze arredate a torri difensive, da piazzali per l’adunate delle truppe a quello per l’Harakiri, il suicidio rituale;
  • Takayama: graziosa città famosa per le sue case di mercanti, le locande tipiche, le fabbriche di sakè e la sapiente tradizione della lavorazione del legno, riscontrabile nel Museo d’Arte Folclorica Kusakabe, che illustra l’abilità degli antichi artigiani. Di interesse la visita all’esposizione permanente dei coloratissimi carretti decorati della celebre festa di Takayama, che sfilano per la città ad aprile ed ottobre, al quartiere Kami Sannomachi, cuore della città vecchia ed al palazzo Takayama Jinya, sede storica del governo locale;
    • Shirakawago: piccolo centro incastonato fra suggestivi panorami montani, noto per le sue fattorie con il tetto di paglia a doppio spiovente, secondo lo stile detto “mani in preghiera”, divenute Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Più ricca e fastosa, pur nel sobrio stile tradizionale è l’antica residenza della famiglia Toyama, risalente al 1827. Nel Museo del Tempio Myozenji sono infine esposti oggetti di uso quotidiano.

 

Shirakawago, remoto distretto di circa 600 abitanti delimitato da suggestivi panorami, è noto soprattutto per le fattorie con tetti di paglia a doppio spiovente, costruite secondo uno stile chiamato gassho-zukuri (mani in preghiera).

Qua ogni stagione infonde al villaggio un aspetto diverso: neve e case illuminate in inverno, ciliegi in fiore in primavera, alberi rosso scarlatto in autunno, senza dimenticare la spettacolare esercitazione anti-incendio dell’ultima domenica di ottobre, durante la quale il villaggio viene annaffiato da potenti getti d’acqua.

Shirakawago esiste la possibilità di alloggiare in una delle case in stile gassho-zukuri; il villaggio ospita, infatti, 25 minshuku e 14 ryokan (tipo di albergo il cui stile, prettamente giapponese, è rimasto pressoché immutato nel tempo) aperti proprio in questo tipo di abitazioni. Nel 1995 Shirakawago è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

 

 

Takayama fu fondata alla fine del XVI secolo intorno al castello del clan dei Kanamori, ma nel 1692 passò sotto il controllo diretto del bakufu di Edo.

L’attuale configurazione urbanistica risale al periodo Kanamori; Takayama rappresenta tuttora il centro amministrativo e il principale snodo dei trasporti della regione, dunque è un’ottima base per le escursioni nel distretto di Hida e nel Japan Alps National Park. Questa città con le sue antiche locande, i suoi negozi e le sue distillerie di sakè, è riuscita a conservare un fascino tradizionale che costituisce una sorta di rarità. I vivaci mercati mattutini, i santuari costruiti sui fianchi delle colline e lo stile di vita rilassato contribuiscono a creare l’atmosfera invitante di questo interessante luogo.

Tra i luoghi di interesse della città figurano una decina di musei, gallerie e mostre dedicate alle lacche, alle maschere con sembianze leonine, all’artigianato e all’architettura.

 

 

Il Koya- san è un altopiano del Wakayamaken settentrionale ricoperto da fitte foreste e circondato da otto vette.

Qui si trova una tra le mete turistiche più famose per chi vuole provare l’autentica ospitalità giapponese senza però spendere una fortuna nelle fantastiche ma costosissime ryokan di lusso, infatti, qua, si trova il complesso monastico Koya-san, sede centrale della scuola Shingon di buddhismo esoterico, dove è possibile soggiornare, entrando così realmente in contatto con le antiche tradizioni della vita monastica giapponese.

 

 

Miyajima, “l’isola in cui convivono uomini e dei” è un luogo sacro da quando vi fu costruito il santuario di Itsukushima nel 593 d.C. (ma gli edifici risalgono al XII secolo).

Questo santuario, dedicato alla dea custode dei mari, ha la caratteristica di essere stato costruito in parte nel mare, con edifici su palafitte e un torii (ingresso del santuario scintoista) a poche decine di metri dal largo; il famoso torii è uno dei siti più fotografati del Giappone. I magnifici scenari, le bellissime spiagge e i sentieri per escursioni rendono l’isola una meta ideale per l’estate. L’isola conserva comunque il suo fascino anche in autunno, con gli aceri dai colori fiammeggianti o in primavera con i ciliegi in fiore.

Oltre al torii sull’isola di Miyajima, che è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, ci sono vari templi, bei sentieri per piacevoli camminate e cervi straordinariamente mansueti che girano indisturbati per le strade.

 

 

A solo un’ora e mezzo di treno dalla stazione di Shinjuku di Tokyo, arroccato nella bella regione montuosa, dove si trova il Parco Nazionale di Fuji-Hakone-Izu, è un luogo di villeggiatura famoso per le sue sorgenti termali calde e per il Museo all’aria aperta, il quale ospita centinaia di sculture.

Ad Hakone non potrete resistere alla voglia di rilassarvi in una delle tante sorgenti termali o di imbarcarvi per una crociera sul Lago di Ashi-ko, attraverso cui potrete scoprire il Monte Fuji da una prospettiva diversa, godendo di paesaggi magnifici. A Owakudani, vi lascerete sorprendere dai getti di vapore e di zolfo che fuoriescono dalle crepe nascoste tra le rocce. Ricordatevi di scegliere attentamente il periodo in cui andare: Hakone è sempre molto affollata, in particolare all’apice della stagione estiva e nei fine settimana.

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