L’esercito di terracotta è un insieme di statue collocato nel mausoleo del primo imperatore cinese Qin Shi Huang, presso Xi’an, risalente al III secolo a.C.

Dobbiamo precisare comunque, che la camera funeraria dell’imperatore, non è stata ancora portata alla luce, in quanto situata così in profondità, da superare tre livelli di falde acquifere.

Nel marzo del 1974, un contadino di nome Yang Zhifa rinvenne, durante lo scavo di un pozzo, delle fosse sepolcrali contenenti statue in terracotta di soldati dotati di corazze e armi, con tanto di carri e cavalli.

Il fortuito rinvenimento dette origine agli scavi che permisero di rinvenire il suddetto mausoleo, sino ad allora ritenuto scomparso.

Nel 1987, l’intero sito venne inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e da allora, le statue dell’Esercito di Terracotta sono state oggetto di numerosi “prestiti museali”, in modo tale da farle conoscere in vari musei del mondo.

La collezione è composta per l’esattezza da circa 500 guerrieri, 18 carri da guerra e 100 cavalli in terracotta ed è una copia fedele dell’armata del periodo dei regni combattenti, che è intercorso dal 453 al 221 a.C.

Alcuni studiosi sostengono comunque che l’esercito era in origine composto da più di 10.000 unità.

Le statue, che sono dislocate in 8 fosse scavate a circa 2 chilometri ad ovest del sepolcro imperiale, colpiscono in particolare per il loro realismo e per i particolari.

Nel 2016 alcuni archeologi hanno avanzato una singolare ipotesi speculativa sulla possibilità che le statue dell’esercito di terracotta possano essere state ispirate dalle statue ellenistiche diffuse in Asia a seguito delle conquiste di Alessandro Magno; spingendosi oltre, alcuni di essi immaginano che alcuni artisti greci possano addirittura aver aiutato nell’ideazione di queste statue e supervisionato alla loro realizzazione.

Questa ipotesi renderebbe conto dell’improvvisa apparizione in Cina di statue ad altezza naturale, un prodotto artistico privo di alcun precedente nell’arte cinese, mentre era comune nella Grecia dell’epoca; l’ipotesi è corroborata inoltre dal ritrovamento, nella zona, di DNA mitocondriale europeo e di raffinate figurine di uccelli in bronzo realizzate con una particolare tecnica scultorea che era conosciuta nella scultura greca e anche nell’antico Egitto.

Infine bisogna aggiungere che alcune delle statue recano tracce di combustione, molto probabilmente questa è la prova che dimostra come le statue abbiano subito in passato un saccheggio e poi un successivo incendio, messo in atto dal signore della guerra Xiang Yu, che ha causato il crollo del soffitto della camera e di conseguenza anche la distruzione di tutti i reperti in essa contenuti, oggi esposti al pubblico soltanto grazie alla grande opera di ricostruzione effettuata durante il restauro.

Di certo uno dei luoghi più famosi ed interessanti da visitare, se vi trovate in Cina!

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