Il Pha That Luang, situato a Vientiane, la capitale del Laos, è considerato il più importante monumento dell’architettura religiosa tipica di questo paese, nonché il suo simbolo nazionale.

Si tratta per la precisione di un grande stupa buddista, cioè di un monumento la cui funzione principale è quella di custodire delle reliquie, coperto d’oro ed eretto per volere del re Setthathirat I, eroe nazionale e fervente buddista, che nel 1560 aveva spostato la capitale dell’antico regno di Lan Xang da Luang Prabang a Vientiane.

I lavori iniziarono nel 1566 e l’edificio faceva parte di un insieme di altre opere a carattere religioso con cui il sovrano abbellì la città, che sarebbe in seguito divenuta famosa per il suo splendore legato in particolare proprio a tali strutture.

Lo stile del Pha That Luang, che è situato lungo una strada antica chiamata That Luang da cui prese il nome, esprime la sua natura religiosa-militare, infatti l’aspetto di fortezza regale si fonde con gli elementi simbolici connessi al culto del Buddismo Theravada, cioè quello dominante nell’Asia meridionale e nel sud est asiatico.

Inoltre fuori dall’entrata principale, è stata eretta una statua commemorativa del sovrano seduto sul trono con una lunga spada tra le mani, simbolo del ruolo di guardiano della fede e del tempio che fece costruire.

Vi sono anche delle scalinate che permettono ai visitatori di accedere ai tre livelli dell’edificio ed in ognuno di essi vi sono altorilievi scolpiti raffiguranti aspetti tipici del Buddismo.

Da terra al pinnacolo culminante, il Pha That Luang è alto 44,4 metri.

La maggior parte dei documenti e degli annali che riportavano notizie sulla storia dell’edificio sono purtroppo andati persi con la distruzione di Vientiane da parte dei siamesi nel 1828 e le iscrizioni visibili su alcune stele presenti all’interno del complesso templare sono state talmente rovinate dall’usura del tempo e quindi poco leggibili, da non essere sufficienti per avere un quadro certo di quanto riportavano.

L’edificio fu destinato ad ospitare una cerimonia annuale, che si tiene ancora oggi per alcuni giorni di solito tra ottobre e novembre, a cui presenziavano tutti i governatori delle province del regno per testimoniare fedeltà al sovrano, compresi anche molti cittadini, che in tal modo davano prova di solidarietà nazionale.

Nel That Luang inoltre si svolge annualmente anche un’importante cerimonia religiosa del Laos a cui partecipano tantissimi religiosi e fedeli. Durante la cerimonia, diverse migliaia di fedeli si muovono in processione attorno all’edificio, per rendere omaggio a delle reliquie contenute al suo interno, sulle quali sono state avanzate svariate ipotesi, ma di cui non si sa con precisione né la loro natura né a chi appartengano.

Il tempio oltre che danneggiato come già detto dai siamesi, subì in seguito anche l’attacco operato dai banditi cinesi Ho o esercito della bandiera nera, che in cerca di un tesoro distrussero buona parte dell’edificio, compreso il pinnacolo.

Fu ricostruito una prima volta in maniera approssimativa nei primi anni del Novecento dai colonizzatori francesi, che adottarono uno stile occidentale rifiutato dai laotiani.

La struttura attuale risale invece agli anni trenta, quando gli stessi francesi lo rifecero completamente nella sua forma originale sulla base dei disegni dettagliati eseguiti 70 anni prima dall’architetto ed esploratore Louis Delaporte, che aveva scoperto l’edificio sommerso dalla giungla.

Infine il 25 marzo del 1992, il Pha That Luang è stato ufficialmente sottoposto all’attenzione dell’UNESCO, che lo ha inserito tra le candidature alla lista dei patrimoni dell’umanità.

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