Il santuario di Itsukushima è un santuario shintoista che si trova sull’isola di Miyajima, nella città di Hatsukaichi (prefettura di Hiroshima), in Giappone.

Il sito è inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, nonché fa parte del tesoro nazionale del Giappone.

Il santuario fu costruito per via della sacralità dell’isola stessa su cui sorge.

L’ingresso all’isola è stato infatti a lungo vietato, finché ai pellegrini è stato concesso di raggiungere il santuario, attraversando il famoso torii, cioè il tradizionale portale di accesso che è collocato di fronte al tempio e considerato una delle maggiori attrattive turistiche del Giappone.

Il portale originale è stato eretto nel 1168, ma la versione attuale risale al 1875.

È alto sedici metri ed è stato realizzato adoperando un pregiato legno di canfora, fatto venire appositamente da Miyazaki, nel Kyushu.

Con l’alta marea il portale è accessibile solo in barca, mentre con quella bassa può essere raggiunto a piedi dall’isola (similmente a come accade al monastero di Mont Saint Michel in Francia).

Qui un’usanza comune per i visitatori consiste nell’inserire monete nelle crepe dei pilastri del torii esprimendo un desiderio, inoltre gli abitanti del luogo durante la bassa marea, sono soliti riunirsi per raccogliere i crostacei che si attaccano alla base del torii stesso, che di notte tra l’altro viene illuminato.

La fondazione del santuario si colloca tra il VI e l’VIII secolo e ha mantenuto la sua forma attuale dal 1168.

Quell’anno il complesso è stato probabilmente ricostruito con il finanziamento di Taira no Kiyomori, il più potente signore giapponese della sua epoca.

L’edificio templare, consistente in una serie articolata di strutture a palafitta situate sulla baia dell’isola di Itsukushima, è circondato da edifici ausiliari associati allo shintoismo e al buddismo e costruiti a secoli di distanza tra loro secondo stili architettonici differenti ed includono una pagoda a cinque piani, una pagoda a due piani, alcuni santuari e un centro di teatro Nō.

Visto dal torii posizionato in mezzo alla baia, il complesso ricorda una successione di paraventi e le forme delicate degli edifici rossi davanti al verde scuro della montagna, creano una suggestiva composizione con nitidi contrasti di colori e massa.

Trovandosi in riva al mare, il santuario è stato più volte, nel corso della sua storia, danneggiato dalle tempeste.

Il 5 settembre 2004, il complesso religioso fu colpito duramente da un tifone: i tetti e i camminamenti furono parzialmente distrutti e per questo rimase chiuso per i lavori di ricostruzione.

Oggi è riaperto al pubblico, anche se i delicati lavori di restauro sono tuttora in corso ed è facilmente raggiungibile tramite traghetto che fa scalo proprio poco distante dal santuario.

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