Il Tōdai-ji (letteralmente “Grande tempio orientale”) è un tempio buddista situato nella città di Nara, l’antica capitale del Giappone dal 710 al 794.

Il sito rappresenta uno dei monumenti più importanti di Nara e include all’interno capolavori architettonici che sono considerati tesoro nazionale.

Infatti qui si trova la sala del Grande Budda, così chiamata perché custodisce il “Daibutsu”, cioè la più grande statua bronzea del mondo raffigurante Budda, alta 14 metri e anche la “Lanterna Ottagonale”, alta quasi 5 metri, posta al di fuori dell’edificio.

Una delle colonne portanti di questa sala ha un foro nel mezzo e si dice che sia della stessa grandezza delle narici della statua.

I visitatori cercano di passarvi nel mezzo perché la leggenda dice che chi riuscirà ad attraversare il foro sarà benedetto con l’illuminazione nella vita futura.

I bambini possono passare senza problemi, ma i grandi ne escono a fatica.

Inoltre nel cortile del tempio, i cervi pascolano liberamente perché considerati messaggeri divini dallo Shintoismo, ovvero una religione tradizionale del Giappone.

Tutto intorno alla Sala del Grande Budda, vi sono poi raggruppati numerosi edifici secondari, che sorgono sul fianco della collinetta leggermente inclinata, vicina al Monte Wakakusa.

Tra questi ricordiamo il Kaidan-in (sala di ordinazione), lo Shoso-in, ovvero un antico granaio che fu trasformato in deposito di oggetti d’arte e infine l’Hokke-do, rinomato per la sua collezione di sculture dell’VIII secolo.

Il ruolo del tempio era in buona parte strettamente legato allo svolgersi di riti religiosi e cerimonie, che avevano lo scopo di proteggere il paese e la famiglia dell’imperatore, inoltre venne pensato come centro di studi delle dottrine buddiste.

Il tempio infatti, è stato costruito sotto il dominio dell’imperatore Shomu, che nel 741 emanò un editto con l’intento di promuovere la costruzione di templi provinciali in tutto il Giappone, per dare magnificenza a Budda, che in tal modo avrebbe protetto la nazione dalle numerose epidemie che l’affliggevano in quegli anni.

Una volta ultimato, il tempio venne amministrato dal monaco Roben, il capo della setta buddista Kegon.

Il progetto della statua però mandò quasi in bancarotta l’economia giapponese, consumando la maggior parte del bronzo disponibile.

La statua del Budda è infatti composta da un corpo di bronzo placcato d’oro e fu ricostruita varie volte per i danni subiti a causa di svariati terremoti, inoltre la stessa sala che la ospita è stata ricostruita anch’essa per via di due incendi subiti nel corso del tempo.

L’attuale edificio risale al 1709 e sebbene sia immenso, con i suoi 57 metri di lunghezza e 50 metri di larghezza, in realtà è il 30% più piccolo rispetto al suo predecessore, che conteneva due pagode, all’epoca seconde in altezza solo alle piramidi d’Egitto, distrutte entrambe purtroppo da un terremoto.

Inoltre l’edificio fino al 1998, aveva il record di essere quello in legno più grande del mondo, poi superato da costruzioni più moderne.

All’ingresso del tempio si è accolti dalle due statue Nio, ovvero i guardiani irati e muscolosi di Budda, alti 8,5 metri, che rappresentano l’inizio e la fine di tutte le cose.

La statua destra conosciuta come Agyo, ha un’espressione facciale a bocca aperta, mentre la statua sinistra nota come Ungyo, ha la bocca chiusa.

Le due figure furono ampiamente restaurate da un gruppo di conservatori d’arte tra il 1988 e il 1993 e prima di allora, queste sculture non erano mai state spostate dalle nicchie in cui erano state originariamente installate.

Il tempio infine è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, insieme ad altri sette siti, compresi templi, santuari e luoghi di Nara.

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