Stiamo parlando di Prambanan, un complesso di templi induisti che si estende per chilometri, situato nell’isola di Giava (più precisamente a circa 18 km da Yogyakarta) e costruito all’incirca nell’850 d.C. da Rakai Pikatan, secondo re della dinastia Mataram (altre fonti riportano invece che il suo costruttore fosse Balitung Maha Sambu della dinastia Sanjaya).

Sorge poco lontano dal colossale tempio buddista chiamato Borobudur costruito pochi anni prima dalla dinastia precedente, ovvero i Sailendra.

I due templi sono spesso accomunati per zona e periodo storico, ma presentano nella fattispecie differenze strutturali enormi, infatti si potrebbe anche dire che sono l’esatto opposto, visto che Borobudur è sviluppato in orizzontale e ha un aspetto massiccio, mentre Prambanan è sviluppato verso l’alto e possiede una forma slanciata.

Entrambi questi monumenti sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1991.

Si calcola che in origine il complesso di templi fosse composte da ben 232 templi, in seguito si scoprì che molti di questi in realtà non erano templi ma mausolei di antichi re, tuttavia non si hanno certezze perché a metà del 1600 un terremoto devastante rovinò parte delle strutture.

Per tale motivo fu necessaria una ricostruzione dei templi principali, che iniziò nel 1918 e terminò nel 1953.

Purtroppo, a seguito di un altro terremoto, che nel 2006 colpì l’isola di Giava, danneggiando nuovamente le costruzioni, anche se lievemente, il sito venne chiuso ai turisti per un certo periodo di tempo.

Il complesso conta diversi templi, ma i più famosi sono i tre principali dedicati rispettivamente a Brahma, Vishnu e Shiva, che dominano la visuale in mezzo a tutti gli altri che vanno a formare una specie di corte.

In particolare il tempio di Shiva è quello più apprezzato da tutti, al punto che molti lo considerano il massimo monumento induista dell’Indonesia.

Il tempio di Shiva è alto 47 metri e la sua pianta ricorda molto quella del precedente Borobudur, infatti anche qui la struttura è divisa in livelli.

Al primo dei sei livelli, i bassorilievi molto lavorati (esattamente come il già citato Borobudur) raccontano la storia del Ramayana, inoltre all’interno del tempio vi è una camera più grande, che è la principale, dove si può ammirare la statua di un bellissimo fiore di loto con al suo interno il dio Shiva dotato di quattro braccia.

Nelle celle attigue alla principale, invece ci sono diversi personaggi legati a Shiva: c’è il suo maestro Agastya, poi in un’altra c’è la consorte Durga e infine il figlio Ganesh, caratterizzato dalle fattezze zoomorfe che comprendono elementi umani ed elementi animali (elefante).

A seguire si trova Il tempio dedicato al dio Brahma, che è nettamente più piccolo di dimensioni rispetto a quello di Shiva e ne ricalca la struttura e le forme artistiche.

Infatti al suo interno vi è una notevole statua del dio raffigurato con quattro teste e sulle pareti sono anche qui presenti un numero notevole di bassorilievi che raffigurano le parti finali del Ramayana.

Infine c’è il tempio di Vishnu, molto simile a quello di Brahma, che presenta una statua del dio con quattro braccia nella stanza e bassorilievi sulle pareti, che qui riproducono in immagini la storia di Krishna, una divinità-eroe la cui vita è narrata nel poema epico Mahabharata.

C’è da sottolineare comunque, che secondo gli studiosi, proprio di fronte ai tre templi principali dovevano in realtà esserci altri tre tempietti, dato questo però non certo perché ne è stato ritrovato intatto uno solo, vale a dire quello di fronte al tempio di Shiva e cioè una piccolissima struttura dedicata al toro Nandi, l’animale preferito dal dio Shiva.

Si suppone che gli altri dovevano essere dedicati al cigno, l’animale di Brahma e all’uccello del sole Garuda, l’animale di Vishnu.

Se passate da Giava, allora dovete fare una tappa qui!

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