Dal 2006 il Nepal è uno stato laico; fino a questa data la religione di stato è stata l’induismo. Alcuni considerano ancora oggi l’ex sovrano una manifestazione del dio Vishnu. L’induismo, la religione più diffusa in Nepal, sta crescendo, toccando quasi il 90% della popolazione. Anche i credi di fede cristiana stanno ampliando la loro portata. Al contrario le fedi islamica, buddhista e animista stanno diminuendo la percentuale di seguaci nepalesi.
Sotto molti aspetti – storici, culturali e linguistici – il Nepal è stato un crocevia di scambi commerciali e culturali ed un punto di incontro tra le culture delle popolazioni mongole dell’Asia, di lingua tibetano-birmana, e le popolazioni caucausiche delle pianure indiane, di lingua indoeuropea. Anche oggi il Nepal è caratterizzato da una considerevole varietà di culture: quasi tre quarti della popolazione appartengono ai gruppi etnici indo-nepalese (stanziati soprattutto nel Terai), circa un quarto ai gruppi nepalesi originari (discendenti di popolazioni provenienti dal nord, che abitano le regioni del Medio Himalaya). Alle quote più elevate vivono gruppi di tibetani, tra cui gli sherpa.
I gruppi etnici come i Newar, i Tamang, i Tibetani e gli Sherpas differiscono considerevolmente per lo stile di vita, l’abbigliamento ed i riti religiosi.
La maggior parte delle persone vive in povertà e la mortalità giovanile è molto alta. La mescolanza di popolazioni indoeuropee e mongole ha creato nel paese due distinte aree culturali: buddhista a nord e induista a sud. La speranza di vita è di 56 anni. Il tasso di alfabetizzazione è basso e solo una donna nepalese su dieci è capace di leggere e di scrivere.
La popolazione del Bhutan può essere divisa in tre principali gruppi etnici: gli “Sharchops”, che vivono nella zona orientale del Paese e si pensa che costituiscano la popolazione autoctona del Bhutan; i “Ngalongs”, nella zona occidentale, discendenti degli immigranti tibetani che s’insediarono in queste zone nel IX° sec., e i “Lhotshampas”, situati nel sud del […]