Il sumo è lo sport più amato del Giappone e le sue origini sono antichissime.

I lottatori, detti “rikishi” sono organizzati in una graduatoria generale detta banzuke secondo principi di capacità e forza e non in categorie di peso.

Ogni rikishi ha il desiderio nella sua carriera di farsi proclamare Yokozuna, cioè di raggiungere il massimo livello di importanza in questa disciplina, come se fosse per intenderci una sorta di cintura nera per il karate.

Lo Yokozuna è l’unico rango, infatti che non può mai retrocedere e perde la carica solo quando si ritira dall’attività.

Caratteristica distintiva dei lottatori di sumo è l’indossare quale capo di abbigliamento un particolare perizoma detto mawashi e acconciare i loro capelli con una caratteristica crocchia detta oi-cho mage.

Prima di iniziare la sfida, i partecipanti si scaldano con degli esercizi all’interno di una cerimonia religiosa tradizionale, che ha dei rituali da seguire ben precisi.

A tutto ciò segue il lancio del sale, ovvero un rito propiziatorio che ogni rikishi effettua per accaparrarsi la buona sorte e per evitare così spiacevoli infortuni e ferite.

L’arbitro che indossa un costume tipico del passato, da finalmente il via allo scontro, incitando i due contendenti con delle urla ripetitive.

Il combattimento dura in genere pochi minuti, infatti per vincere basta spingere con forza ed astuzia il proprio avversario in modo tale da atterrarlo o farlo uscire dal perimetro del “dohyo” cioè il ring utilizzato.

È interessante osservare che nonostante la mole di questi atleti, i quali fra l’altro fanno una dieta molto rigida e diretta ad ingrassare, consumando al giorno grandi quantità di un pastone a base di riso e verdure, abbiano poi una agilità e una scioltezza nei movimenti davvero incredibile.

I tornei di sumo, che sono seguitissimi dal popolo giapponese sia in tv che dal vivo, sono suddivisi in base ai mesi e alle città ospitanti, secondo un calendario molto rigido.

C’è da dire comunque che il sumo non appartiene solo al Giappone, ma è tenuto in grande considerazione anche dalla Mongolia, dalla Georgia, dal Kazakistan e negli ultimi anni anche dalla Bulgaria.

Per concludere anche le donne possono fare sumo, ma solo a livello amatoriale, dunque il sumo professionistico rimane una prerogativa maschile.

 

 

 

 

 

 

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