Curiosità e festività in Israele

Curiosità
• Ascoltate le persone parlare di politica o religione, ma non esprimete giudizi perché è un ambito estremamente sensibile
• Rispettate i luoghi di culto con discrezione e abbigliamento adeguato
• Le donne che si trovano nei quartieri ebrei ortodossi dovrebbero evitare di indossare i pantaloni
• Il capo deve essere coperto nelle sinagoghe e scoperto nelle chiese
• Nelle moschee e nelle case musulmane si devono togliere le scarpe
• Nei ristoranti kasher evitate di ordinare latticini e carne insieme

Festività religiose
• Pasqua ebraica (Pesach): è una festa molto importante che si celebra il quindicesimo giorno del mese di Nissan che coincide solitamente con aprile, dura sette giorni e commemora l’esodo dall’Egitto. Secondo le sacre scritture il popolo ebraico sotto la guida di Moshé attraversò il deserto del Sinai. Un pellegrinaggio fondamentale per il popolo ebraico che da quel momento divenne più solidale e unito. Durante le celebrazioni è usanza cenare con tutta la famiglia, ospitando chi non ce l’ha e festeggiare tutti insieme. Durante la festa per tradizione non si mangiano alimenti lievitati, e si consuma il matzah, il pane azzimo.

• Capodanno ebraico (Rosh Hashanah “testa dell’anno”): non ha una data fissa perché dipende dal calendario lunare, si celebra tra metà settembre e i primi giorni di ottobre. In questa festa si celebra la nascita dell’universo e la grandezza di Dio. In questi due giorni avviene il bilancio delle azioni compiute nell’anno appena trascorso. Sono momenti di profonda preghiera e meditazione.

• Yom Kippur ”giorno dell’Espiazione”: celebrata a settembre, per il mondo ebraico è la festa in assoluto più significante. Si tratta di un giorno di digiuno e preghiera, celebrato dieci giorni dopo il Rosh Hashanah. Per ottenere il perdono dei peccati compiuti nell’anno trascorso, bisogna dimostrarsi meritevoli e realmente pentiti delle azioni commesse. Sono previste cinque preghiere rituali, ed è una ricorrenza molto sentita in tutto il paese che viene sempre celebrata.

• Shabbat “festa del riposo”: si celebra dal tramonto del venerdì al tramonto del giorno successivo, il sabato. Secondo la tradizione, bisogna accendere due candele all’inizio dello Shabbat, recitare il Kiddush sottolineando la santità della festa, e per chiudere la cerimonia recitare la Havdalah. Durante i pasti dello Shabbat solitamente si consuma carne e si accompagna con il pane del sabato chiamato Challah.

Festività civili
• Giorno dell’indipendenza (Yom Ha’atsma’ut): festa nazionale israeliana, commemora la Dichiarazione di Indipendenza di Israele e la fine del Mandato Britannico, ed è l’unica festività piena del calendario decretata per legge che non provenga da una tradizione millenaria. La ricorrenza cade nel 5° giorno del mese ebraico di Iyar, dalla fine di aprile a metà maggio, il giorno in cui, nel 1948, David Ben Gurion, primo premier israeliano, dichiarò l’indipendenza della nazione. La ricorrenza inizia la sera di questa giornata con una particolare cerimonia che avviene ad Har Herzl (Monte Herzl), a Gerusalemme. Nel corso della festività, sempre a Gerusalemme si disputa il World Bible Quiz e, con una speciale cerimonia, viene consegnato il prestigioso Israel Prize al vincitore dell’anno. Nel Giorno dell’Indipendenza molte attività si fermano, ma caffé, ristoranti e luoghi di intrattenimento rimangono aperti, poiché non si tratta di una celebrazione religiosa.

• Chanukah “festa delle luci”: si celebra il venticinquesimo giorno del mese di Kislev che solitamente coincide con dicembre. Si commemora un evento storico, quando il tempio sacro di Gerusalemme venne liberato dal dominio straniero. La festa dura otto giorni, e simboleggia la luce che sconfigge le tenebre, per questo motivo si accendono candele per otto giorni usando un candelabro a nove braccia. Durante la festività vengono preparati dei bomboloni ripieni di marmellata.

• Tu Bishavat “anno nuovo degli alberi”: si celebra tra metà gennaio e inizio febbraio. Inizialmente era una pratica utilizzata per segnare l’età di un albero ai fini del raccolto e delle decime, che venivano consegnate ai sacerdoti del tempio e si festeggiava per ringraziare dei doni ricevuti dalla natura. È una ricorrenza molto sentita nel paese e in particolare dai bambini, coinvolge la maggior parte delle scuole, che portano i bambini in gita a piantare il loro albero. Durante questa festa è tradizione consumare frutta secca, perché in principio, al contrario di oggi, era rarissima da reperire.

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