Conoscevate l’esistenza del Kirghizistan?
Se la risposta è negativa, sappiate che stiamo parlando di uno stato dell’Asia centrale, non molto vasto e ancora oggi pochissimo citato.
Il suo impervio territorio è costituito in prevalenza da catene montuose, alcune delle quali hanno vette che toccano i 3000 metri ed è bagnato da diversi fiumi che hanno un percorso davvero intricato.
Inoltre la natura selvaggia del luogo, non ha permesso la creazione di molte città e di conseguenza i confort e i mezzi di trasporto non sono di certo il loro fiore all’occhiello.
Per tutti questi motivi, chi sceglie questa destinazione, deve sapersi adattare alla semplicità dominante e non troppo pretenziosa che è offerta dal popolo kirghiso, un popolo nomade che da sempre è abituato a fare i conti con la durezza di questo territorio.
Nonostante abbiano però poche sostanze a disposizione, questi nomadi sono molto ospitali per tradizione con ogni viaggiatore.
Sarà quindi facile che veniate accolti con calore all’interno delle “yurte”, ovvero le tende tipiche e mobili presenti in ogni villaggio, che hanno la peculiarità di essere fresche durante l’estate e calde in inverno.
Le note del komuzy, il loro tradizionale strumento a corde, vi accompagneranno poi durante i pasti gustosi, fatti di riso unito a carne e verdura, che questo popolo vorrà condividere insieme a voi.
Il cavallo infine rappresenta il simbolo della vita dei kirghisi, tanto da utilizzarlo anche per uno sport molto simile al polo e durante le escursioni organizzate per i turisti stessi.
In definitiva, una terra che ha un fascino nascosto e particolare, che aspetta solo di essere visitata un po’ di più.
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